Olimpiadi invernali in arrivo e Flixbus festeggia con corse verso Cortina che schizzano del 340% senza nemmeno battere ciglio

Olimpiadi invernali in arrivo e Flixbus festeggia con corse verso Cortina che schizzano del 340% senza nemmeno battere ciglio

Le Olimpiadi stanno per infiammare le nostre montagne innevate, e FlixBus, l’ingrediente tedesco del caos su ruote, prevede un aumento epico, oltre il 340%, nelle prenotazioni verso Cortina d’Ampezzo durante le due settimane dall’6 al 22 febbraio. Roba da far impallidire anche il traffico estivo sulla Salerno-Reggio Calabria. Rispetto all’anno scorso, la domanda è semplicemente esplosa, più che quadruplicata, naturalmente. Che miracolo. (Magari vi siete chiesti come raggiungere questi luoghi olimpici? Beh, preparatevi: non vi sorprenderà sapere che l’aereo è un’opzione per chi ce l’ha, ma il resto deve arrangiarsi).

Già da dicembre i bus verdi hanno intensificato il servizio da Milano e Venezia, perché tanto più gente c’è, più traffico c’è, più guai per tutti. Durante le Olimpiadi da Milano Lampugnano a Cortina ci saranno due corse al giorno: alle 6:30 del mattino e alle 14:30 del pomeriggio, giusto per farvi scegliere tra un risveglio da zombie e un pomeriggio sfiancante, magari dopo aver perso chilometri nel traffico. Stesso numero di corse da Venezia Mestre, alle 10:40 e alle 18:30, perché il comfort è un lusso.

Per favorire i visitatori che arrivano da oltreconfine, ecco la ciliegina amara sulla torta: FlixBus collegherà Cortina pure con gli aeroporti di Venezia Marco Polo (due corse giornaliere) e Bergamo Orio al Serio (una corsa al giorno). Tradotto: se non avete una limousine, dovrete fare i conti con i pluriviaggi su gomma, perché il treno, si sa, è lì a guardare da lontano senza fare niente.

“L’autobus non è un mezzo di serie B, o almeno così ci piacerebbe credere”

Secondo Cesare Neglia, Managing Director di FlixBus Italia, l’autobus è stato da troppo tempo il parente povero delle infrastrutture italiane. L’attenzione? Sempre tutta per stazioni ferroviarie e aeroporti, come se gli autobus fossero dei nostalgici rimasugli anni ’70, buoni solo per i poveri mortali o per chi non può scegliere.

“Oltre 50 milioni di passeggeri trasportati in Italia non possono essere un dettaglio trascurabile”, ha detto il signor Neglia, con una punta di orgoglio che si alterna a un entusiasmo da venditore di pentole. L’autobus, oltre a democratizzare il viaggio (una bella parola per dire “fai la fila usa e getta come tutti gli altri”), risulta perfetto per arrivare in posti come Cortina dove il treno? Eh no, quello non arriva e nemmeno è previsto. Quindi, per favore, investite per rendere i terminal meno pericolosi e leggermente più funzionali, perché al momento sembriamo più un film horror che un sistema di trasporto civile.”

Milano Lampugnano: il terminal dei sogni (in incubo)

Nella hit parade delle “autostazioni da brivido” spicca l’impagabile Milano Lampugnano, il gateway preferito dai poveri disperati che arrivano in città macinando chilometri su ruote. Un luogo dove la sicurezza negli anni scorsi è parsa un’opzione remota, quasi una leggenda metropolitana. Anche qui, il nostro letale amico Neglia ci regala uno squarcio di realismo tragicomico:

“Le vicende del terminal di Lampugnano sono una cartina tornasole dell’ingiustificabile sottovalutazione delle autostazioni in Italia. Il miglioramento recente in termini di sicurezza è un passo avanti, certo, ma siamo ancora lontanissimi da un livello accettabile. Insomma, non proprio il biglietto da visita che vorremmo mostrare a chi arriva per le Olimpiadi.”

Traduzione: signori ospiti, divertitevi pure a fare la fila tra sporcizia, caos e qualche rischio extra. Ma non temete, la telecamera c’è, e forse qualcuno si sveglia. Intanto i campioni scaldano i muscoli, mentre noi, alla stazione, teniamo gli occhi aperti a metà.

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