Milano, piazza Mistral: poliziotti nel mirino solo per dovere, sparatoria e scandalo all’italiana

Milano, piazza Mistral: poliziotti nel mirino solo per dovere, sparatoria e scandalo all’italiana

Ah, la struggente storia di un tranquillo pomeriggio milanese che si trasforma in un’indimenticabile sparatoria in piazza Mistral, a Rogoredo. Quattro diligenti agenti di polizia finiscono iscritti nel registro degli indagati per lesioni colpose, naturalmente a garanzia della trasparenza e, ovviamente, della loro tutela. Sembra quasi una formalità burocratica quella di indagare anche i tre che, con grande fierezza e autocontrollo, non hanno nemmeno pensato di premere il grilletto. Un atto dovuto, come si dice nei migliori tribunali delle serie tv.

La procura, tanto per cambiare, ha deciso di sostenere ciò che tutti già sapevano: l’ipotesi di legittima difesa regge. Se confermata, questa magica formula estingue qualsiasi reato, perché, come ben sappiamo, il pubblico ufficiale ha il sacro diritto di sfoderare armi e sparare, quando gli pare, per “adempiere al dovere”. Dulcis in fundo, la pm Simona Ferraiuolo ha aperto un fascicolo solo per “ricostruire con precisione” (mica fake news!) la dinamica di questa piccola tragedia urbana, lasciando ovviamente agli agenti il diritto di essere rappresentati da consulenti scelti quanto sofisticati.

La ricostruzione esemplare (nonostante tutto)

Facciamo un passo indietro, perché merita. Quel cristallino pomeriggio alle 14:45 precise, il nostro protagonista, un certo L.W. di 30 anni, decide di alleggerire una guardia giurata, sottraendogli la pistola in via Caviglia. Perché limitarsi a una partita di calcetto quando puoi sventolare una pistola rubata? Armato così, fa una capatina in un condominio, bussando alle porte come un giovane venditore porta a porta un po’ troppo aggressivo. Un condomino – innamorato dell’ordine e disgustato dal comportamento sospetto relativo alla pistola – bussa subito al 112. Morto di ansia, ovviamente.

Quando la volante arriva sul posto, il nostro eroe si esibisce in un bellissimo gesto tecnico chiamato “scarrellare” la pistola, ossia caricarla, e la punta nelle direzione degli agenti. A quel punto, come nelle migliori scene d’azione, arriva una Land Rover della polizia a fare da bonus track. L’uomo spara un colpo, che miracolosamente finisce nel parafango della macchina, lasciando intendere un vero talento da tiratore scelto. Viene quindi colpito dai proiettili degli agenti. Bravo, applausi.

Il risultato? L.W. è ricoverato in condizioni “gravissime” all’ospedale Niguarda, con ferite a braccio e testa. Nel frattempo, la magistratura lo ha gentilmente indagato per una lunga lista di reati – rapina aggravata, tentato omicidio aggravato, lesioni aggravate, porto abusivo di arma da fuoco e minacce ben ponderate verso due abitanti del quartiere e il poliziotto in eterna fuga a piedi. Insomma, niente di che, solo un curriculum da vero professionista del crimine.

Un curriculum di tutto rispetto

Prima di diventare il protagonista di una sparatoria che farà sicuramente discutere, L.W. è stato una specie di ospite abituale della polizia. Venerdì 30 gennaio lo abbiamo trovato tranquillamente a spasso con una catena – sì, proprio quella che si usa per dare un tocco di stile alla propria persona – alla stazione di Rogoredo. Sabato 31, invece, ha regalato uno spettacolino di violenza aggressiva aggredendo una guardia giurata con due bastoni nella Galleria delle Carrozze della Stazione Centrale, dove ha poi trascorso la notte. Un vero modello di buona condotta, insomma.

Naturalmente, tutte queste performance gli sono valse un bel pacchetto di denunce, che si accumulano come premi in una giostra impazzita. Ma chi siamo noi per giudicare? D’altronde, in un mondo dove tutto è così assurdo, non è forse giusto che le nostre forze dell’ordine giochino a fare i protagonisti in una tragicommedia giudiziaria? La verità, come sempre, è nascosta dietro uno scudo di procedure burocratiche e indagini “precise”. Chissà che non ne esca qualcosa di davvero chiaro.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!