Nel fantastico mondo della normativa, l’articolo 53 è un gioiellino: il pubblico ufficiale che, nel “compimento di un dovere”, fa uso o ordina di fare uso delle armi (o di altri mezzi di coercizione fisica), non è punibile se è “costretto dalla necessità” di respingere violenze o resistenze o, addirittura, di impedire reati che vanno dalla strage al sequestro di persona. Peccato solo che la realtà spesso è meno limpida e più stramba di questi codici.
Chi è il protagonista (o la vittima?) di questa commedia criminale
Liu Wenham, straniero irregolare, è steso in rianimazione al Niguarda di Milano. La prognosi è riservata, e il ragazzo si trova tra la vita e la morte in condizioni gravissime, brandendo ferite da arma da fuoco alla testa e alle braccia. La pubblica accusa gli contesta una lunga serie di accuse, a partire dalla rapina aggravata ai danni di una guardia giurata a cui ha sottratto la pistola. Prosegue con tentato omicidio aggravato, lesioni aggravate, porto abusivo d’arma da fuoco, minacce pesantissime rivolte a due residenti di origine araba nel quartiere Rogoredo e, infine, anche al poliziotto che lo inseguiva a piedi. Un curriculum criminale degno di miglior causa, insomma.
La cronaca di una sparatoria tanto prevedibile quanto grottesca
Prima di trasformarsi in un episodio da telenovela poliziesca, Liu Wenham ha deciso di rubare la pistola a una guardia giurata. Poi, armato e pericoloso, ha iniziato a sparare contro gli agenti, che hanno risposto colpo su colpo ferendolo gravemente. Ah, ma non finisce qui: con la pistola in mano, il buon Liu si è anche permesso di entrare in un condominio, bussando con impeto alle porte di qualche ignaro cittadino, che ovviamente è corso a chiamare la polizia.
Questa brillante performance è stata documentata dagli agenti della Squadra Mobile, che ricostruiscono i suoi spostamenti con meticolosità degna dei migliori investigatori da romanzo noir. Domenica pomeriggio, verso le 14:45, poco dopo aver sottratto la pistola, il 30enne è stato avvistato aggirarsi per strada con l’arma esibita come un trofeo. A quel punto la polizia è intervenuta e lo ha trovato subito dopo fuori dal condominio dall’altro lato della strada.
Il protagonista di questa tragedia si è concesso il gesto eroico di “caricare” la pistola, letteralmente “scarrellando” per preparare il colpo, prima di puntarla minacciosamente verso gli agenti. Questi ultimi, da veri esperti di tattica, si sono piazzati in sicurezza aspettando l’arrivo della pattuglia di pronto intervento, blindata e armata fino ai denti. Dopo qualche minuto di suspense da film, è scoppiato il conflitto a fuoco: un solo tiro sparato dall’uomo, che si è infilato nel parafango anteriore di una Land Rover. Poi è partita la risposta dei poliziotti, con almeno due colpi fatali al braccio e al volto di Liu Wenham.



