Nel magico mondo della commemorazione ufficiale, i giornalisti potranno finalmente intervistare la superstite dell’Olocausto Tatiana Bucci, che terrà un discorso con tanto di aura sacra davanti ai membri del Parlamento Europeo. L’appuntamento, ovviamente, cade puntuale il 27 gennaio alle 12:00 a Bruxelles, per celebrare quella che tutti amano definire la “Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto”. Da non perdere, davvero.
Per chi volesse agitarsi alla ricerca di un’intervista, c’è il solito percorso ad ostacoli da seguire: le richieste vanno inviate alla signora Isabelle Zerrouk entro le 13:00 di lunedì 26 gennaio, perché le cerimonie vanno organizzate fino all’ultimo dettaglio di rigidissima burocrazia.
E per i più fortunati? Gli incontri avverranno solo martedì 27 in due fasce orarie stabilite: dalle 10:00 alle 11:00 e dalle 15:30 alle 16:00, sempre nel palazzo scintillante del Parlamento Europeo. Una vera festa dell’accessibilità, direte voi.
La solita cerimonia con un pizzico di retorica
La presidente del Parlamento Roberta Metsola inaugurerà questa non più così originale commemorazione con un video — immancabile, perché senza effetti visivi i potenti non si sentono mai all’altezza del momento. Seguirà il suo discorsetto ufficiale, accompagnato da un interludio musicale che assicura l’atmosfera giusta per le lacrime da protocollo.
Ovviamente, non poteva mancare la testimonianza di Tatiana Bucci, autentica sopravvissuta che porterà la sua storia intonsa al microfono di un pubblico che, forse, ascolta distrattamente fra un tweet e una foto su Instagram. Dopo il momento “cuore in mano”, ci sarà il consueto minuto di silenzio, che – come ogni passo obbligato – serve a sancire che sì, siamo tutti d’accordo: la memoria è importante.
Infine, un secondo interludio musicale chiuderà il sipario sulla solita pomposa commemorazione europea, quella che tutti applaudono ma pochi sembrano ricordare davvero una volta usciti dalle sale.
Per coloro che non riusciranno a sedersi nell’emerito parlamento, la funzione sarà trasmessa in diretta streaming. Dopotutto, mostrare quanto siamo sensibili a tema genocidi è un must assoluto per la propria immagine internazionale.
Chi è Tatiana Bucci? Un ricordo che sfida il tempo
Tatiana Bucci, classe 1937, viene da Fiume, all’epoca italiana, oggi caduta nella mappa della moderna Croazia. La sua storia sembra uscita da un film drammatico ma, ahimè, è più reale del previsto. Nel 1944, essendo depressa che nemmeno una bambina di sei anni potrebbe evitare il proprio destino, Tatiana fu arrestata dai nazisti insieme alla sua famiglia per essere caricata nel tristemente noto campo di transito di Risiera di San Sabba, nel nord Italia.
Una piccola orfana in divenire: lei, la sorellina di quattro anni Andra, la madre, la zia, la nonna e il cugino vennero deportati ad Auschwitz il 4 aprile 1944. Un dettaglio curiosamente perfetto, quasi da calendario dal peggior incubo possibile. Le due sorelline passarono dieci interminabili mesi nel lager, dove la madre, Mira, fu trasferita per lavori forzati in una fabbrica di munizioni in Germania, perché mica potevano lasciare nulla al caso: ogni membro della famiglia doveva esser “utile” al regime nazista.
Non bastasse, il padre Giovanni era già prigioniero di guerra in Sudafrica. Insomma, la famiglia Bucci era così sfortunata da dover partecipare non a uno, ma a due spettacoli crudeli differenti.
Tra le tante brutte storie che emergono dalla notte oscura dell’Olocausto, Tatiana e Andra spiccano come i sopravvissuti bambini più giovani con ricordi vividi e tangibili di quell’orrore. Sorprendente, non trovate? Bambini che, nonostante tutto, raccontano ancora, mentre il mondo continua la sua commemorazione fatta di cerimonie, discorsi e interludi musicali, probabilmente più orientati al paraocchi che alla vera memoria.



