Il teatro scelto per questo “spettacolo dell’eccellenza” è niente di meno che la celebre Pinacoteca di Brera, luogo sacro della cultura milanese, trasformato temporaneamente in sala da pranzo per una tavolata di autorità e dignitari. Tra le stelle del firmamento istituzionale spiccano la presidente del Comitato Olimpico Internazionale Kirsty Coventry, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente del Coni Giovanni Malagò. Non si poteva certo rinunciare a una sfilata così ricca di volti noti.
Menù da Olimpiadi… e da ipocrisie gourmet
La cena è stata un inno alla cucina meneghina, preparata dagli chef stellati Alessandro Negrini e Fabio Pisani del ristorante Il Luogo – Aimo e Nadia, un’eccellenza Michelin che ormai ci ha abituato a queste autentiche “sparate” di ricercatezza. Tra le pietanze da manuale del perfetto milanese d’occasione, il minestrone alla milanese e risotto Carnaroli allo zafferano con riduzione di ossobuco, giusto per farsi ricordare che sì, siamo a Milano e non da un’altra parte.
Come se non bastasse, una cotoletta rivista e corretta – perché la semplicità è troppo mainstream – diventa controfiletto profumato alla camomilla e arricchito con erbette del Monte Barro. Forse per addolcire le menti con un tocco floreale dopo cotanta pomposità.
Il dessert? Una dolcissima michetta con bavarese alla vaniglia, ananas caramellato e caramello al sale. Insomma, tradizione meneghina rivisitata per palati che evidentemente apprezzano interpretazioni “creative”. Ma non temete, tutto questo è stato accompagnato da un tris di vini che farebbero invidia al sommelier più schizzinoso: dal Franciacorta della cantina Camillucci a un bianco delle Alpi Retiche firmato Nino Negri, per finire con un rosso Valtellina Valgella della società agricola Sandro Fay. Tutto per celebrare il territorio, s’intende.
Insomma, una serata che ha incastonato arte, storia e cucina in un collage da cartolina internazionale, facendo risplendere Milano con il suo spirito “globale” così tipico e, al contempo, tanto locale. Non necessariamente in senso positivo, ma almeno con grande stile.
I due chef stellati, che non si risparmiano certo nelle chiacchiere social, hanno commentato così l’evento pubblicando qualche foto della cena, dei grandi volti a tavola e del menù sfavillante:
Alessandro Negrini e Fabio Pisani hanno detto:
“Una serata che ha voluto unire arte, storia e cucina, mettendo al centro Milano e il suo spirito internazionale. Il menu è stato ideato appositamente per l’occasione, con piatti che hanno parlato la lingua della tradizione milanese attraverso classici con l’impronta di Aimo e Nadia, legati alla memoria della città. Cultura e convivialità, Milano e il mondo.”
Se ancora non vi sentite suggestionati da questa unione di banalità altisonanti e finti richiami al territorio, tranquilli: il vero sport olimpico qui è l’arte di trasformare la semplice cucina cittadina in un evento di portata internazionale, condito da attori istituzionali in cerca di consenso e da recensioni zuccherose da influencer del cibo ufficiale.



