Perché il mercato dei bond catastrofe è diventato il nuovo paradiso degli investitori disperati

Perché il mercato dei bond catastrofe è diventato il nuovo paradiso degli investitori disperati

Uno spettatore locale osserva con quella classica espressione tra lo sgomento e l’apocalittico mentre un distretto di Harcourt, Australia, brucia allegramente sullo sfondo. Siamo nel gennaio 2026, e non è certo un capriccio della natura: è il perfetto esempio di come il mercato delle bond catastrofali—sì, quelle scommesse finanziarie che si attivano solo quando succede il disastro—continui a infrangere record su record. Perché nei tempi moderni, l’emozione non basta più, serve che anche la finanza si faccia un giro sulle montagne russe della calamità.

Nel 2025 il mercato dei cosiddetti CAT bond è esploso fino a raggiungere un valore di emissione di ben 25,6 miliardi di dollari. Una cifra che fa sembrare i 17,7 miliardi del 2024 un giochetto da principianti, con un aumento sensazionale del 45%. Ma non basta: questi titoli sono stati sparati sul mercato grazie a 122 transazioni, lasciandosi alle spalle il precedente record di 95 dello scorso anno, e con la deliziosa novità di 15 sponsor al loro debutto. Il tutto trasforma questo segmento un tempo oscuro e riservato degli assicuratori in una fiammante stella dell’industria.

Andy Palmer, il capo della sezione ILS (insurance-linked securities) per EMEA e APAC alla potentissima Swiss Re, una delle più grandi riassicuratrici al mondo, ha confessato che nessuno avrebbe mai scommesso su un’escalation così rapida nel 2025. La sua definizione? “Assolutamente straordinario”.

Palmer ha spiegato:

“Qualsiasi metrica vogliate usare, il mercato sta crescendo. Stiamo vedendo operazioni più grandi, nuovi sponsor che entrano nel mercato e un’espansione significativa del rischio che si sta assumendo.”

E come se non bastasse, questo boom rappresenta un vero e proprio cambiamento di mentalità per chi osserva questo mondo affascinante quanto perverso. Poi, ovviamente, ci si aspetta che questo trend non faccia altro che accelerare.

Cos’è davvero un CAT bond? La finanza che scommette sulla tua sventura

Introdotti negli anni ’90 con la promessa di aiutare le compagnie assicurative a sopravvivere alle catastrofi naturali, i CAT bond sono strumenti finanziari che raccolgono capitali da investitori temerari o dall’animo cinico – scegliete voi – e li mettono a disposizione delle assicurazioni per coprire i rischi di fenomeni devastanti come uragani, terremoti, alluvioni e compagnia cantante.

In sostanza, è un modo brillante (forse troppo) per le società di assicurazione o di riassicurazione di scaricare il rischio di perdite milionarie sui malcapitati investitori. Non è romanticismo o solidarietà: è finanza che si nutre del sangue versato da Madre Natura.

Steve Evans, proprietario e direttore editoriale di Artemis.bm – sì, il cuore pulsante del mercato CAT bond – prevede che i prossimi mesi vedranno una vivace attività nei bond catastrofali, perché c’è fame da parte degli investitori. Niente male per un settore che fino a poco fa rimaneva nell’ombra.

Palmer di Swiss Re ha aggiunto che circa il 60% dei CAT bond hanno una durata intorno ai tre anni. Preparatevi quindi a un massiccio rinnovo di coperture quando questi contratti scadranno nel 2026. Pare che gli investitori, evidentemente, trovino molto invitante giocare ogni tanto a fare l’eroe che copre i rischi enormi.

Con queste premesse, il 2026 potrebbe vedere emissioni fino a 20 miliardi di dollari: non proprio il nuovo record del 2025, ma comunque un secondo posto da ricordare nella storia delle sciagure finanziarie. Che successo clamoroso, davvero.

Teoria moderna del portafoglio: guadagna quando il mondo va a fuoco

A meno che un’uragano non decida di buttare giù mezza costa americana, i CAT bond sono notoriamente capaci di offrire ritorni molto allettanti, simili alle azioni, con bassa volatilità e, ciliegina sulla torta, poca correlazione con i mercati finanziari tradizionali. Insomma, una pentola magica in tempi di crisi climatica e caos meteorologico.

Nelle ultime settimane, per esempio, una tempesta invernale ha lasciato centinaia di migliaia di americani senza energia, severe inondazioni hanno messi in ginocchio Mozambico, Eswatini, Sudafrica e Zimbabwe, mentre un’ondata di calore senza precedenti colpisce il sud-est australiano proprio come quel distretto di Harcourt che brucia nell’immagine di apertura. Tutto normale, vero?

Evans ha sintetizzato così la situazione:

“L’interesse degli investitori in questo settore rimane altissimo dopo il terzo anno consecutivo di rendimenti a doppia cifra per molte strategie di fondi sui CAT bond nel 2025. L’adozione crescente di questi strumenti come una fonte efficiente di riassicurazione pluriennale tra compagnie assicurative e altri soggetti che cercano di trasferire i rischi legati a catastrofi garantirà un altro anno intenso di emissioni nel 2026.”

Insomma, nel bizzarro mondo della finanza delle catastrofi, più il pianeta affonda, più i soldi girano. Paradosso? Forse. Dramma? Assolutamente. Che lo spettacolo continui.

Evans ha esordito con la proverbiale ottimismo da consulente finanziario, ricordandoci che “nel corso dell’anno prossimo il mercato assisterà a un bel po’ di scadenze e rinnovi di contratti, il che aumenterà la liquidità e richiederà di rimetterla in circolazione con nuove emissioni o di restituirla agli investitori.”

Continua l’arzigogolata disanima, precisando che, tra l’aumento della consapevolezza degli investitori sulle mirabolanti virtù delle obbligazioni catastrofali (CAT bonds) e degli strumenti legati alle assicurazioni (ILS) come “classe di attività diversificanti”, la conclusione prevedibile è che le operazioni di collocamento saranno così irresistibili da far correre i compratori come formiche in una calza bucata. D’altronde, il team di Artemis prevede un “flusso di affari” davvero frizzante nei prossimi mesi.

Il dettaglio succoso? Finora, quest’anno, sono stati emessi solo 683 milioni di dollari di obbligazioni CAT, una cifra che ovviamente stupisce chi ama le proprietà super-dirompenti di questi strumenti. Ma non temete, perché in pipeline ci sono già più di 2 miliardi di dollari pronti a chiudersi nel giro di qualche settimana, un vero e proprio banchetto per i cultori del rischio calcolato.

Bob Smith, presidente e co-responsabile degli investimenti di Sage Advisory Services, società di Austin che mastica investimenti come un dinosauro masticava piante, si è lasciato andare a una dichiarazione di rituale adorazione verso i CAT bond e gli ILS come l’ancora di salvezza per chi vuole disperatamente diversificare davvero il proprio portafoglio nelle prossime settimane.

Smith, in collegamento video con un’emittente, ha entusiasticamente ammesso:

“Come diversificatore? Oh mio Dio, questa è proprio la voce magica in tutto quel mare di numeri che stai scrutando.”

Più tecnicamente, richiamando la santissima triade dell’MPT (Modern Portfolio Theory), ha spiegato che la teoria moderna del portafoglio prescrive una diversificazione “deve essere fatta a tutti i costi” e che, per fortuna sua, “questo è praticamente il meglio che si possa trovare oggi per raggiungere quell’obiettivo.”

Pressioni sul capitale: la festa forse è finita

Va però detto che non tutti condividono questo entusiasmo da luna park finanziario. Gli analisti di Fitch Ratings si mostrano più sobri – per non dire cinici – e prevedono una crescita continua ma con qualche incubo sullo sfondo. Sostengono di aspettarsi un’espansione del mercato della riassicurazione alternativa anche nel 2026, grazie alla robusta disponibilità da parte degli investitori, ma avvertono anche un aumento della “pressione sul capitale”. Tradotto: i margini si assottigliano perché più soldi cercano meno rendimento e questa non è proprio una buona notizia.

Secondo Fitch, la domanda non si ferma, anzi marcia spedita grazie all’ingresso di nuovi sponsor – quei simpaticoni che promettono mari e monti sugli investimenti selvaggi – e all’ampliamento delle coperture verso rischi “non canonici” come incendi boschivi, attacchi informatici e responsabilità civile. Incredibilmente, i CAT bond hanno schizzato a ritorni a due cifre nel 2025, pur con perdite “gestibili” legate agli incendi in California e con una posizione generalmente alta nei sistemi di riassicurazione tradizionali.

Una scena davvero pittoresca: un uomo con una pala attraversa una strada nel quartiere di Hamilton Heights a New York il 25 gennaio 2026, probabilmente pronto a scavare fosse per queste brillanti promesse finanziarie o forse solo a fare ordine dopo l’ennesima tempesta di fuoco.

Come il riverito Palmer di Swiss Re, gli analisti di Fitch prevedono che gli investitori golosi delle vincite strabilianti del 2025 si divertiranno a rimettere quei guadagni nel mercato ILS anche quest’anno. Questo, a sua volta, farà aumentare il capitale circolante, ma indovinate un po’? Pressione sui rendimenti. Un gioco da professionisti, insomma.

Per fortuna, o forse per miracolo, Fitch assicura che i rendimenti per il 2026 saranno comunque più attraenti rispetto ad altre classi d’investimento, un lampo di ottimismo in un mare di dubbi e promesse futuristiche.

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