Avanti tutta verso l’attesissima partenza dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Non stiamo parlando di un semplice evento sportivo, ma di uno spettacolo che promette di restare nella storia, ricco di colpi di scena degni di un moderno kolossal hollywoodiano. Sul palco di San Siro slitteranno oltre alla musica di leggende come Mariah Carey e Andrea Bocelli, un cast stellare con nomi altisonanti: Laura Pausini, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Matilde De Angelis, Ghali, Cecilia Bartoli, Lang Lang e altri ancora. Insomma, una reunion internazionale da far impallidire anche il Festival di Sanremo.
Certo, non dimentichiamoci delle comparse: ben 1.300 figuranti tra professionisti e volontari provenienti da oltre 27 paesi. Una vera armata di extras pronti a riempire la scena e farsi immortalare nei video social, mentre tutto l’universo sportivo resta sullo sfondo… o quasi.
Al centro di questa festa, ovviamente, rimane la vera star: la fiaccola olimpica. Pezzo forte di questa edizione? Doppia! Sì, avete capito bene, due fiaccole per due città diverse, ma collegate da… una connessione streaming, probabilmente.
Dalle antiche alchimie dello sci italiano, spuntano i nomi degli eroi designati per accendere questa doppia fiamma: Alberto Tomba a Milano e Deborah Compagnoni a Cortina. Il tutto mentre noi a bocca aperta osserviamo questo paradosso tecnologico-sportivo che alcuni già chiamano “l’incendio condiviso”.
Se proprio vogliamo scomodare i numeri per dare lustro all’evento, ricordiamo che Tomba ha portato a casa un bottino olimpico che farebbe impallidire molti: 3 ori (slalom gigante e speciale a Calgary 1988, slalom gigante ad Albertville 1992) e 2 argenti (slalom speciale ad Albertville, slalom speciale a Lillehammer 1994). Una vera leggenda dello sci che si accinge a riscaldare la fiaccola.
Dal canto suo, la raffinata Deborah Compagnoni porta un palmarès olimpico degno della cima più alta: 3 ori (supergigante ad Albertville, slalom gigante a Lillehammer e Nagano) e 1 argento (slalom speciale a Nagano). Insomma, se non queste due icone, chi meglio potrebbe rappresentare la montagna italiana e la sua gloria sportiva?
Un Grande Spettacolo in Nome dello Sport… o quasi
Naturalmente, mentre ci scordiamo che il vero core business di questi giochi dovrebbe essere lo sport e la competizione, l’attenzione mediatica si concentra su chi canta, su chi recita e su chi posa. Pare che con 1.300 persone sul palco funzioni quasi come un concerto rock più che una cerimonia sportiva. Ma chi siamo noi per giudicare? Forse è il nuovo modo di celebrare la gloria olimpica: con un tappeto rosso e un palco da musical.
E tra un’intonazione perfetta e un passo di danza sincronizzato, riaffiora la solita meraviglia italica di mettere la forma davanti alla sostanza. Perché davvero, a chi interessa la fiamma, quando puoi avere il cast di un award show internazionale che ti fa dimenticare che tutto questo succede mentre qualche atleta si prepara a correre per ore?



