Guardia giurata deruba se stesso e apre il fuoco sulla polizia: risultato? Uomo a pezzi e caos garantito

Guardia giurata deruba se stesso e apre il fuoco sulla polizia: risultato? Uomo a pezzi e caos garantito

Per cominciare la giornata con un po’ di brivido, un uomo di origini asiatiche ha pensato bene di rapinare una guardia giurata sottraendogli la pistola dopo averlo colpito in testa con un bastone. Che genio del crimine, eh? Naturalmente, appena ha incrociato la polizia, invece di optare per una fuga stile “scappa e avvisa mamma”, ha deciso di sparare contro gli agenti. Ovviamente questi ultimi hanno risposto al fuoco e, indovinate un po’? Hanno colpito il nostro pistolero improvvisato, che ora lotta tra la vita e la morte all’ospedale Niguarda.

L’epopea da film western del pomeriggio milanese si è consumata tra la zona Corvetto e Santa Giulia, precisamente in piazza Federico Mistral. Nessun poliziotto è rimasto ferito (miracolo, vero?), mentre il protagonista della sparatoria si trova in condizioni critiche, probabilmente meditando sul perché non abbia scelto una carriera meno rischiosa.

La rapina che svela il buongiorno di via Caviglia

Tutto inizia alle 14:30 in via Enrico Caviglia, a pochi isolati di distanza dal groviglio fatale. Una guardia giurata italiana di 50 anni si ritrova aggredita da uno sconosciuto armato di bastone. Dopo aver ricevuto un colpo in testa che sarebbe bastato a spaventare chiunque, il nostro assalitore sottrae con fare da esperto la pistola al povero vigilante. Ovviamente, il cinquantenne non si perde d’animo e chiama subito il 112. Sembra che nel 2024 la prontezza rimanga l’unico vero scudo contro la violenza improvvisa.

Spari a volontà: quando la fuga diventa un duello

Circa 40 minuti più tardi, in via Vincenzo Toffetti, la polizia nota il sospetto tranquillo come se nulla fosse sotto la pensilina di una fermata Atm in piazza Federico Mistral. L’uomo decide di sbizzarrirsi sparando tre colpi contro la volante: uno atterra sul cofano, un altro su uno specchietto. Una performance piuttosto originale. A questo punto, gli agenti, da professionisti navigati, replicano il fuoco e centrano il bersaglio. Sono le 15:17, giusto in tempo per l’aperitivo, diciamo.

La scena del crimine e le indagini, un po’ di ordine nel caos

Nel frattempo, la scientifica si mette diligentemente all’opera. Il protagonista – seduto tranquillo sotto la pensilina della fermata delle linee 77 e 95, proprio davanti al ristorante All America Dinner – è stato stabilizzato dall’Agenzia regionale emergenza urgenza (che, come sempre, non perde un colpo). L’area è stata chiusa al traffico: non troppo lontano, a Rogoredo, un altro episodio da cinema ha visto un agente uccidere un pregiudicato. Roba di tutti i giorni, insomma.

La pistola usata per sparare, una Walther P99, giace abbandonata accanto alla pensilina come se fosse un souvenir di pessimo gusto. Identità e motivazioni del rapinatore rimangono un mistero degno di una trama da crime thriller. Si potrebbe pensare che, in un mondo alla deriva, questioni del genere intreccino disperazione, follia e un pizzico di quella stupidità universale che rende tutto tremendamente prevedibile.

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