Che meraviglia di democrazia trasparente! Dopo l’acceso dibattito di martedì, i nostri angelici eurodeputati si preparano a votare una risoluzione a mezzogiorno che esorta il regime iraniano a smetterla con le esecuzioni e a liberare i prigionieri. Nel frattempo, con la solita benevolenza, invitano l’Unione Europea a intensificare le sanzioni contro Teheran, come se non si potesse fare di più con le mani già completamente legate.
La giornata parte col botto alle 9.00, dedicata a un dibattito sui droni. E chi poteva presentare questa brillante analisi se non la Vicepresidente Esecutiva della Commissione Roxana Mînzatu? Con la sua saggezza, discuterà di questi nuovi sistemi di guerra – perché ovviamente l’UE ha tutta l’intenzione di adattarsi e diventare il top della protezione contro le minacce odierne, nonostante la proverbiale lentezza burocratica.
Lo spettacolo continua a mezzogiorno con una sofisticata pratica democratica: il voto per una mozione di censura contro la Commissione Europea. Peccato che per farla passare serva una super maggioranza di due terzi, praticamente un’impresa titanica, visto che tutti sanno che in politica “quelli al comando” raramente si dimettono o ammettono errori.
Tra un voto e l’altro, alle 10.30 la stessa Roxana Mînzatu risponderà a una domanda orale sull’azione dell’UE prevista nel nuovo piano per l’attuazione del cosiddetto Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. Ovvero: “Come travestire un burocratismo sconsolante da qualcosa che somiglia a un progetto serio?”. Un capolavoro da maestro dell’inafferrabile nebulosità politica.
Il gran finale è previsto per le 15.00, quando Mînzatu tornerà a illuminare il Parlamento europeo con un dibattito – ovviamente soffuso di buone intenzioni – sull’aumento terrificante della pena capitale nel mondo. Non si sa bene se le parole coleranno goccia a goccia in un mare di indifferenza o provocheranno qualche briciola di reale cambiamento.
Il menù dei voti a mezzogiorno: un caleidoscopio di nobili cause
Quando scoccherà l’ora fatidica, i deputati saranno chiamati a votare su una serie di questioni che profumano di grande impegno politico e tecnologico: prima di tutto un rapporto d’iniziativa sulla sovranità tecnologica europea e le infrastrutture digitali. Perché mai guardare all’innovazione globale, quando si può far credere che l’Europa possa dettare legge a suon di carta bollata?
Tra le mozioni di risoluzione, ci sarà l’attenta analisi della situazione post-elezioni in Honduras, la questione dolorosa del caso di Joseph Figueira Martin nella Repubblica Centrafricana e la condanna imminente di Jimmy Lai a Hong Kong. Insomma, un vero giro del mondo della tragedia, accompagnato dalla consueta retorica a basso costo e grandi annunci.
Non poteva poi mancare un’interrogazione sulla tentata presa di controllo del broadcaster pubblico in Lituania – naturalmente la fantomatica minaccia alla democrazia del paese baltico. Giusto per non farci mancare nulla, e per mantenere alta l’attenzione su quello che si può interpretare come il sentimento paranoico degli eurocrati verso qualunque cosa che assomigli anche vagamente a un potere indipendente e regionale.
Il parterre si conclude con la seconda lettura di un regolamento fresco di stampa su detergenti e tensioattivi, una di quelle questioni di grande impatto sociale ed economico. Perché, si sa, nulla è più urgente del pH del detersivo quando la Terra rischia di bruciare.
Come da consuetudine, il tutto sarà raccontato con l’entusiasmo di una diretta streaming sul sito del Parlamento europeo, perché chi non vuole perdersi questo spettacolo di buone intenzioni e marchiatura a vuoto?



