Quella notte a Milano, in via Salasco, zona Università Bocconi, tre anime gentili si sono “impegnate” a fare una cosa molto amichevole: accerchiare un ragazzo di 23 anni. Ovviamente, non si sono limitati a parole dolci, ma hanno estratto almeno un coltello per rendere la serata più piccante.
Con la delicatezza di chi aggiusta un quadro, hanno colpito il povero giovane con la lama in testa e sull’addome. Il finale degno di un thriller? Il ragazzo si accascia al suolo, ecco il climax della violenza notturna.
Erano circa le 3:30 di domenica notte, l’ora perfetta per scenari così “tranquilli”.
Per fortuna arriva l’ambulanza dell’Agenzia regionale emergenza urgenza, perché un ventitreenne italiano colpito in testa e all’addome richiede un minimo di soccorso, nonostante l’atmosfera da film gore.
Tutto si conclude con un trasferimento urgente al Policlinico, codice rosso, ma – sorpresa! – il ragazzo è ricoverato in prognosi riservata, quindi, al di là degli spasmi teatrali, non è in fin di vita.
Tre contro uno, armati e con la fuga da copione
Nel frattempo, in via Salasco arriva un manipolo di militari del Nucleo Radiomobile e della compagnia Milano Porta Monforte. Gli incaricati della legge, altro non possono fare che constatare l’assenza dei protagonisti dell’aggressione, svaniti nel nulla come maghi dell’illusione.
I tre individui, ignoti ma evidentemente dotati di grande tempismo, hanno scelto la tecnica perfetta: colpire e dileguarsi senza lasciare tracce. Che onore.
Ancora non è chiaro quale oscuro motivo abbia spinto questi eroi notturni a scatenare tanta violenza, ma gli investigatori si dedicano con zelo a scandagliare ogni telecamera disponibile, tentando di dare un volto a chi evidentemente crede di essere il fantasma di Montecristo.



