L’episodio tragicomico si è svolto nelle notte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio in via Ricordi, angolo via Canzio, praticamente dietro l’angolo da piazzale Loreto. La vittima camminava serenamente con il suo amico quando all’improvviso sono stati surclassati da due aspiranti ladri sprovvisti di qualsiasi senso di decoro, i quali si sono precipitati a impossessarsi del prezioso collier d’oro e poi, come in ogni rapina che si rispetti, son fuggiti a gambe levate.
Ma ecco la parte degna di applausi: l’amico della donna, decisamente più motivato di loro, ha deciso che inseguire uno dei due balordi nullafacenti fosse la perfetta soluzione per dimostrare un minimo di coraggio civico. Con una determinazione degna di un film d’azione a basso costo, ha iniziato a rincorrere il ladro, il quale, per non perdere il bottino, ha abbandonato la refurtiva come fosse un sacchetto di patatine vuoto.
Nel momento in cui la sceneggiatura avrebbe potuto prevedere una fuga trionfale dei due ladruncoli, arriva l’ingresso trionfale degli agenti di polizia. Giusto in tempo per afferrare il malvivente irriducibile, poco inclini a un finale da lassisti. Purtroppo, il suo complice, tutt’altro che fan del senso civico, ha preso la direzione opposta, riuscendo a farla franca come il miglior evasore fiscale.
Milano annuncia quindi l’arresto di un giovane di 21 anni, da manuale del perfetto colpevole, alla faccia di chi si illude che basti indicare il coprifuoco per mettere fine alla delinquenza. Il messaggio sembra chiaro: la collanina se la sono tolta dalle mani in un lampo e, come da copione, chi non scappa viene arrestato, mentre il resto gode delle solite, proverbiali scappatoie.
Un piccolo spaccato di giustizia tempestiva… o quasi
Ma andiamo con ordine: la dinamica è semplice e squisitamente prevedibile fin dall’inizio. Due delinquenti buoni a nulla, una vittima ignara, un amico con il sangue caldo e un inseguimento degno di una serie TV di terza categoria. Poi, la polizia arriva sul set, recupera un attore tutto sommato prevedibile e applaude il proprio buon tempismo. Il copione perfetto — se non fosse che uno dei due è riuscito a sparire nell’aria fresca milanese con la stessa abilità di un mago alle prime armi.
Bisogna riconoscere che l’arresto è comunque un segnale di efficienza, soprattutto se si pensa a come in certe occasioni l’inseguimento termina con una fugace occhiata e un’alzata di spalle. Certo, il complice in fuga racconta un’altra storia, quella di una giustizia iperattiva ma non certo onnipresente. E, come spesso accade, la vera battaglia contro la microcriminalità sembra dipendere più dalle capacità di un singolo cittadino volenteroso che dalle, diciamo così, “efficaci” strategie di sicurezza.
Ultima chicca? La collanina lanciata tra i rifiuti, come un oggetto poco utile, dimostra che pure i ladri a volte hanno senso pratico: XX grammi d’oro che, evidentemente, non ne valevano la pena per un lungo inseguimento. Magari, se si fosse trattato di un braccialetto ricco di diamanti, la fuga sarebbe stata meno leggera e più strategica.
Insomma, niente di più, niente di meno. Una rapina, un inseguimento, un arresto e una fuga. Applausi per il copione che conferma quanto la realtà cittadina possa a volte assomigliare a un film poliziesco, ma senza il fascino e con molta, troppa amarezza.



