Tra sciarpe al vento, lacrimogeni e urla, il centro della strada diventa il teatro perfetto per questo show di contraddizioni, dove la legge fronteggia il caos incitando, di fatto, a rimanere precisamente dove non bisognerebbe stare. La solita storia, insomma: fuoco, fumo e tanta, tanta ironia sul “diritto alla protesta”.
Ma nessuno si preoccupa troppo di capire il perché di tutto questo balletto incandescente. Qualche mente brillante spiegherà forse a tutti noi come sia possibile che ogni manifestazione finisca inevitabilmente a colpi di oggetti lanciati e fuochi improvvisati? Ovviamente, la risposta è: perché ci piace così.
Nel frattempo, la solita “normalità” urbana si inchina alle leggi non scritte del disordine gestito, e Askatasuna conferma la sua fama di epicentro creativo di caos, dove la creatività esplode a colpi di bottiglie infuocate e grida isteriche, mentre le forze dell’ordine giocano a fare da scudo vivente.



