Corso Regina trasformato in campo di battaglia per il corteo di Askatasuna: cassonetti in fiamme e poliziotti bersagliati, chi ferma il caos?

Corso Regina trasformato in campo di battaglia per il corteo di Askatasuna: cassonetti in fiamme e poliziotti bersagliati, chi ferma il caos?
Askatasuna. Poliziotti e antagonisti si danno il cambio in quello che sembra un remake stanco di una sceneggiatura già vista. Un incendio decide di trasformarsi in protagonista sul controviale di corso Regina, mentre alcuni tentano disperatamente di soffocare le fiamme, altri si divertono a lanciare oggetti contro le linee di polizia, facendo sicuramente un grande favore alla causa della pacificazione.

Tra sciarpe al vento, lacrimogeni e urla, il centro della strada diventa il teatro perfetto per questo show di contraddizioni, dove la legge fronteggia il caos incitando, di fatto, a rimanere precisamente dove non bisognerebbe stare. La solita storia, insomma: fuoco, fumo e tanta, tanta ironia sul “diritto alla protesta”.

Ma nessuno si preoccupa troppo di capire il perché di tutto questo balletto incandescente. Qualche mente brillante spiegherà forse a tutti noi come sia possibile che ogni manifestazione finisca inevitabilmente a colpi di oggetti lanciati e fuochi improvvisati? Ovviamente, la risposta è: perché ci piace così.

Nel frattempo, la solita “normalità” urbana si inchina alle leggi non scritte del disordine gestito, e Askatasuna conferma la sua fama di epicentro creativo di caos, dove la creatività esplode a colpi di bottiglie infuocate e grida isteriche, mentre le forze dell’ordine giocano a fare da scudo vivente.

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