Un’altra notte da incubo nella scintillante metropoli di Milano, precisamente in piazza Sigmund Freud, davanti alla stazione di Porta Garibaldi. Una giovane di appena 18 anni si ritrova coinvolta in una storia drammatica, denunciando di essere stata vittima di violenza sessuale. E, naturalmente, tutto è iniziato intorno alle quattro del mattino: perché che notte sarebbe senza un po’ di suspense?
La segnalazione arriva puntuale al 112, la macchina dei soccorsi si mette in moto con la solita efficienza quasi teatrale: un’ambulanza in codice giallo e una volante della questura di Milano precipitano sul posto, come in una scena già vista fin troppe volte. La giovane viene portata d’urgenza al pronto soccorso della clinica Mangiagalli, che si vanta di avere un servizio h24 per il Soccorso Violenza Sessuale e Domestica. Ovviamente la ragazza è in stato confusionale, proprio come ci si aspetterebbe da chi ha appena passato un trauma così feroce.
Qualche ora dopo, come da copione, arriva la denuncia formale per violenza sessuale. Sì, perché tutto deve passare per reiterate “procedure” che quasi fanno dimenticare che dietro quei numeri ci sono vittime reali, torture realmente subite.
L’indagine: tra telecamere e versioni “ufficiali”
A occuparsi delle indagini sono, con tutta la solita solerzia, i detective della Polfer. Il lavoro, come sempre in casi del genere, inizierà dall’analisi della versione della ragazza, il suo racconto dettagliato e drammatico che ora verrà passato al setaccio degli inquirenti. Chissà quanti giri di parole, ipotesi e scenari potranno nascere da quel resoconto, mentre intanto la vita di quella giovane resta irrimediabilmente segnata.
Eccoci poi all’immancabile deus ex machina tecnologico: le telecamere a circuito chiuso. In zona, davanti all’hub ferroviario, non mancano certo occhi elettronici pronti a riprendere ogni minimo dettaglio. Naturalmente, la speranza è che qualche “fotogramma” sia decisivo per fare un po’ di chiarezza in questa brutta storia. Se ci saranno o no, e soprattutto se saranno utili, lo si vedrà; ma è consolante sapere che le telecamere ci sono, giusto?
Insomma, un episodio che sembra ripetere il copione già tristemente noto di tante altre notti italiane: violenza, denunce, inchieste ed ennesima prova che, nonostante i proclami e i servizi speciali, la realtà resta brutale e spietata. E mentre tutto questo accade, la vita della giovane resta sospesa tra il prima e il dopo, tra il terrore di quella notte e un presente che dovrà affrontare decine di interrogativi e non poche ombre.



