Milano Cortina 2026 ha avuto la brillante idea di coinvolgere il piccolo protagonista di uno spettacolare episodio di “crudele pulman” nella Cerimonia d’Apertura delle Olimpiadi di Cortina. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando del bambino di undici anni del Bellunese che martedì scorso è stato gentilmente fatto scendere dall’autobus sotto una neve degna di un film horror, perché senza biglietto valido. Naturalmente, la famiglia del giovane “eroe” ha accolto con entusiasmo questa proposta: un modo memorabile per trasformare un trauma in evento mediatico.
Nel frattempo, la compagnia di trasporti Dolomiti Bus, quella che gestisce la tratta incriminata, ha deciso di fare tutto il possibile: avviare un rigoroso approfondimento interno. Davvero, non c’è niente di più indicativo dell’efficienza italiana che una “verifica” a posteriori su una vicenda già nota che poteva mettere in serio pericolo l’integrità di un bambino. Giusto per non dimenticare, l’autista incriminato, Salvatore Russotto, si è prodigato in scuse pubbliche degne di nota e appunto ipocrite:
Salvatore Russotto said:
“Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato, chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia.”
Per dimostrare la sua buona fede, è stato gentilmente sospeso dalla società La Linea (perché scommettiamo che senza clamore tutto sarebbe continuato come prima). Nel frattempo, il buon Russotto si assume ogni responsabilità, promettendo anche di pagare qualsiasi danno. Che uomo dal cuore d’oro, che ancora crede che tutto si risolva con qualche scusa e qualche promessa vaga.
Un’inchiesta a luci spente
Ovviamente, il caso ha attirato l’attenzione della procura di Belluno. Il bambino stava semplicemente tornando a casa da scuola sul bus che usa ogni giorno. Ma – attenzione! – era senza biglietto “conforme.” Così, sul gelido tratto tra San Vito e Vodo, in una mattinata invernale con temperature sottozero e neve copiosa, è stato invitato a sbarcare e proseguire a piedi per sei chilometri. E come ciliegina sulla torta, tutto ciò è accaduto il 27 gennaio, proprio il Giorno della Memoria, quando tutti dovremmo riflettere su sofferenza, umanità e rispetto per gli altri. Almeno ci provano, no?
Per fortuna questa storia non è diventata subito un “non evento” e ha attivato anche un’indagine interna di Dolomiti Bus, che fa sentire tutto il suo impegno nella gestione di un servizio pubblico così delicato.
La nonna del povero ragazzo, l’avvocata Chiara Balbinot di Padova, ha prontamente depositato una querela: perché sì, questa assurdità ha delle conseguenze legali. Ma scordatevi che la colpa sia solo del povero ragazzino senza biglietto valido.
Il prezzo dell’Olimpiade: 10 euro per la tratta da 2,50
Ah, la magia delle Olimpiadi! Proprio in concomitanza con gli eventi sportivi invernali, il costo della tratta Calalzo-Cortina ha avuto un aumento straordinario: da 2,50 a 10 euro, più che un rincaro, un vero e proprio salasso. Il bambino, ingenuamente, mostrava al controllore un vecchio carnet di biglietti ormai obsoleto. Ma niente: l’autista ha fatto il suo dovere con una precisione da sceriffo, chiedendo addirittura il contante, e al rifiuto ha ordinato al ragazzino di scendere immediatamente. Che magnanimità.
La madre del piccolo ha descritto uno scenario da incubo: “Lo hanno fatto scendere in un posto senza neanche un marciapiede, così lui ha dovuto scegliere tra camminare sulla statale e rischiare la vita o addentrarsi su una pista ciclabile colma di neve. Nessun telefono in tasca, solo freddo e disperazione. Quando è arrivato a casa, era bagnato fradicio, con labbra viola e piedi quasi congelati. Abbiamo pure un certificato medico per ipotermia: la sua temperatura corporea era scesa a 35 gradi.”
Come ciliegina finale di questa triste favola moderna, la famiglia tiene a precisare che Dolomiti Bus ha avuto almeno la decenza di contattarli per scusarsi. Ma non illudiamoci troppo: quel 27 gennaio ha chiarito ben più di qualsiasi lettera di scuse, più una lezione su come un servizio pubblico degno di questo nome farebbe bene a comportarsi.



