Le tanto attese Olimpiadi a Milano non si limiteranno ovviamente alle medaglie e alle coreografie, ma si faranno sentire concretamente anche sulla mobilità cittadina, perché nulla dice “gioia dello sport” come il rimanere imbottigliati nel traffico o vedere la propria strada irraggiungibile per ore. L’Amministrazione comunale, sempre pronta a regalare sorprese, ha deciso di applicare una serie di provvedimenti per il 2, 5 e 6 febbraio, che andranno a interessare piazza della Scala, Palazzo Reale e la Fabbrica del Vapore. Tutto perfettamente in linea con il piano messo a punto dalla prefettura e spacciato come modello di sicurezza e ordine pubblico.
Le strade blindate di lunedì 2 febbraio: l’arte di chiudere tutto
Nel glorioso lunedì 2 febbraio, in concomitanza con la solenne presentazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di fronte al presidente Sergio Mattarella, dalle 14 fino a mezzanotte il traffico veicolare svanirà misteriosamente dalle strade intorno al Teatro alla Scala e a Palazzo Marino. Via Manzoni, via dell’Orso e via Santa Margherita saranno le stelle di una chiusura che farà la felicità di residenti e “altre categorie autorizzate”, il cui accesso sarà permesso su ordinanza. Nel frattempo, il trasporto pubblico di superficie giocherà a nascondino, con deviazioni imprevedibili ordinate dall’Autorità di pubblica sicurezza.
Per chi ama i parcheggi, niente paura: dalle 7 del mattino sarà vietata la sosta proprio lì, nella zona blindatissima. Insomma, uno scenario ideale per chi ama camminare… o incontrare frotte di turisti incappucciati con le mappe alla mano.
Il 5 febbraio: Fabbrica del Vapore, o come trasformare una zona in un labirinto degno di Dedalo
Venerdì 5 febbraio, dalle 13 a mezzanotte, si scatenerà il festival delle chiusure attorno alla Fabbrica del Vapore. Tra piazzale Cimitero Monumentale e via Messina, passando per via Bramante, sarà un tripudio di vie off-limits: via Luigi Nono, piazza Coriolano, via Ceresio, via Giovanni Battista Niccolini, e persino via Giulio Cesare Procaccini. Persino i nomi suonano come una condanna al traffico.
Dalle 14 poi, la zona proibita crescerà, abbracciando aree ulteriori verso ovest e sud, inglobando vie di ogni genere, da via Sarpi a via Lomazzo. Il trasporto pubblico, fedele al copione delle deviazioni temporanee, cambierà percorso secondo gli ordini di chi vigila sull’ordine pubblico. E per quei fortunati che avessero ancora voglia di lasciare la macchina, la sosta sarà un miraggio vietato dalle 23.59 del 4 febbraio per tutta la giornata successiva.
Il gran finale del 6 febbraio: il centro di Milano in modalità fortezza
Il 6 febbraio, ultimo atto delle restrizioni, dalle 14 alle 21 gran parte dell’area tra Palazzo Reale, Palazzo Marino e piazza della Scala diventerà un altro gioiellino di vietatezze al traffico. Via Manzoni, via Boito, via Filodrammatici, piazza Duomo fino a via Pecorari saranno solo per pochi eletti, ovvero residenti e alcune specie di veicoli secondo rigide ordinanze.
Anche questa volta la sosta sarà bandita fin dal mattino, precisamente dalle 7, mentre il trasporto pubblico sarà sballottato da deviazioni calibrate dall’Autorità di pubblica sicurezza. Insomma, un tris impeccabile di giorni per apprezzare il vero spirito olimpico: il miracolo della sparizione delle auto e della rivoluzione della mobilità urbana.
Per chi sperava in una Milano olimpica libera, scorrazzante e facilmente raggiungibile nei giorni delle grandi celebrazioni, l’amara verità è servita: l’evento di portata mondiale sarà anche il maggior invitato a trasformare la città in un puzzle stradale indecifrabile. Ma d’altronde, che Olimpiadi sarebbero senza un po’ di caos certificato?



