Il 61% crede ancora che il problema stia sparendo: ecco come ci raccontano la realtà per l’ennesima volta

Il 61% crede ancora che il problema stia sparendo: ecco come ci raccontano la realtà per l’ennesima volta

Un tempo si diceva che Milano avesse il cuore in mano, ma probabilmente quella frase è rimasta impigliata in qualche ricordo nostalgico. La realtà odierna sembra un po’ più… cinica. Ben il 61% dei milanesi è convinto che il senso civico sia scappato a gambe levate negli anni, e il 58% ritiene i propri concittadini più chiusi in sé stessi, un po’ come se ognuno custodisse il proprio piccolo regno di egoismo urbano.

Ma non disperiamo: in mezzo a tanto pessimismo appare almeno un lumicino di speranza – o forse solo una consolazione da manuale – perché oltre un terzo dei milanesi (35%) continua a credere che ci sia ancora qualcuno disposto a guardare oltre il proprio naso, a tendere la mano a chi fa più fatica. Insomma, un residuo di qualche briciola di cittadinanza attiva che resiste, sebbene sembri ormai un habitat in via d’estinzione.

Questi dati così confortanti arrivano da un’indagine di Ipsos commissionata da Comieco e da una nutrita schiera di associazioni che, senza dubbio, avevano voglia di sapere quanto ancora possa brillare un po’ di virtù civica sotto la nebbia meneghina. A presentarla, con l’entusiasmo tipico di chi si diverte a confermare i peggiori sospetti, ci ha pensato Andrea Scavo, director Public Affairs di Ipsos Doxa, lo scorso 29 gennaio.

Meno repressione, più partecipazione: la ricetta civica (con qualche dubbio)

Il senso civico, come sempre, nasce dalle nobili radici dei valori morali individuali, che infatti riscuotono ancora un rassicurante 58%. Ma – attenzione – cresce anche qualcosa di più concreto e collettivo: il sentimento di appartenenza al territorio si fa avanti fino al 26%. In compenso, la convinzione che servano repressione e controlli per tenere a bada i comportamenti incivili è in diminuzione, fermandosi al 37%. E fin qui nulla di strano: nessuno ama la polizia fiscale, nemmeno in versione civica.

Ancora più interessante è la crescita quasi rivoluzionaria della fiducia nel coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte locali, valutato la via regina per rafforzare il civismo con un sonoro 17%. Grosso modo, tradotto, sarebbe come dire: “Se ci fate partecipare, forse ci teniamo a Milano”.

Il divario generazionale: il senso civico cambia (o almeno così sembra)

Qui la storia si fa succosa, e finalmente arriva il tocco vintage che ci aspettavamo. I baby boomers, quelle creature ormai in via di estinzione, non solo sono i più nostalgici e critici: il 71% sospira malinconico per un senso civico andato perso. Ma guardate un po’, sono anche i più convinti della buona volontà meneghina, con un generoso 42% che crede ancora in una Milano solidaristica.

Dall’altra parte, i millennials e la generazione Z, più pratici o solo più disillusi, segnalano un calo meno drammatico (rispettivamente 53% e 55%). Curioso, ma forse meno devoti ai valori morali individuali (53% per i millennial e addirittura 41% per la generazione Z, contro il 68% dei boomers). Loro preferiscono il legame con il territorio e il concetto di esperienze condivise, probabilmente perché il civismo è più un gioco di squadra che una solitaria impresa eroica.

Raccolta differenziata: l’unico vero passatempo civico milanese

Se dovessimo insegnare il senso civico a Milano, probabilmente lo faremmo partendo dalla raccolta differenziata. Ben il 91% degli abitanti considera questa pratica un simbolo cristallino di civismo. Non solo, le percentuali di informazione aumentano del 19%, l’impegno quotidiano di circa l’11%, e – come se non bastasse – anche l’importanza attribuita alla pratica fa un salto dell’11%.

È l’unico ambito in cui il civismo non sembra affatto un’illusione: qui la gente pensa di più alla collettività e al bene comune, o forse si limita a non volersi beccare una multa, che è più probabile. In ogni caso, applausi.

Ambiente e politiche pubbliche: priorità con una bella spruzzata di pragmatismo

In tema di ambiente, la sensibilità milanese sembra conservare un gusto per il pratico e respingere tutto ciò che sa troppo di sacrificio personale. Blocchi del traffico e auto elettriche? Passi indietro e pure veloci, grazie. Ma basterebbe un ampliamento del verde urbano, suggerito dal 75% della popolazione, o potenziare il trasporto pubblico, che fa persino meglio con un 77%, per conquistare cuori e voti.

La valutazione complessiva sulle politiche ambientali del Comune di Milano rimane di una positività tiepida, con una lista di rimandi e migliorie da fare soprattutto su verde pubblico, Zone a Traffico Limitato di tipo B e sulla qualità ambientale generale. Insomma, tutto quello che fa simpatia, ma richiede ben poca fatica da parte delle nostre istituzioni.

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