Sarà nientemeno che Achille Lauro a co-condurre con il solito direttore artistico Carlo Conti e la sempre impeccabile Laura Pausini una serata del Festival di Sanremo. Ovviamente, la tragedia sarà trasmessa in diretta su Rai 1, RaiPlay e Rai Radio2 dal 24 al 28 febbraio, per non farci scappare nemmeno un secondo di quello che ormai è diventato il Grande Circo Musicale Italiano.
Il buon Achille Lauro, che ha già solcato il palco del Teatro Ariston più volte — sembra quasi che qualcuno non riesca a fare a meno della sua presenza — torna in una veste del tutto nuova. Dopo le sue partecipazioni in gara nel 2019 con “Rolls Royce”, 2020 con “Me ne frego”, 2022 con “Domenica” e addirittura nel 2025 con “Incoscienti giovani” (un salto nel futuro che fa ben sperare), senza dimenticare il 2021 in versione super ospite fisso e il 2023 in qualità di ospite speciale. Insomma, un habitué francamente insostituibile.
Un personaggio capace di attraversare generi musicali, immaginari surreali e una miriade di linguaggi culturali con la grazia di un equilibrista su un filo, reinventandosi più volte di quanto un comune mortale cambierebbe calzini. Il suo percorso unico non è passato inosservato: ben 40 dischi di platino, 12 dischi d’oro e sette album in studio a testimonianza del fatto che la pratica della mediocrità è decisamente un dono che lui sa coltivare molto bene.
Le sue partecipazioni a Sanremo, poi, non sono mai state una semplice esibizione canora. Ah no, sono sempre state delle pietre miliari nel suo cammino, momenti culturali e musicali di “forte impatto” — ovviamente a sentire lui — capaci di lasciare un segno profondo, indelebile come quella rima che ti rimane in testa anche quando meno te l’aspetti. Un racconto artistico che espande l’orizzonte — o forse solo il budget per i costumi scintillanti — e che sa parlare a pubblici diversissimi, da chi ama il trash d’autore a chi semplicemente non ha altro da fare la sera di febbraio.



