Non è certo un mistero che molte opere degli ultimi grandi eventi sportivi si siano macchiate di scandali e inefficienze. Ma chi se ne importa, se il palazzetto, una volta acceso, sembra uscito da un film di fantascienza?
A una manciata di giorni dalle tanto attese Olimpiadi, ecco il Pala Italia che si erge con la sua imponente silhouette, adornato da ben tre anelli illuminati da fasce di led. L’effetto iridescente non poteva mancare, perché, si sa, senza un po’ di spettacolo luminoso, che Olimpiadi sarebbe?
Questo capolavoro architettonico è il frutto dell’ingegno di David Chipperfield, incaricato da Cts Eventim per la scenografica cornice dei Giochi Invernali di Milano-Cortina. Un vero e proprio monumento all’efficienza e al design italiano, pronto a brillare sotto i riflettori… o almeno così dicono.
Va detto però che l’entusiasmo per il Pala Italia rischia di spegnersi di fronte a qualche dettaglio poco visibile nelle brochure promozionali. Ad esempio, il costosissimo impianto di illuminazione sembra più una vetrina per rischiarare sprechi e inefficienze che una vera opera dedicata allo sport e ai tifosi.
Il fascino “infinito” degli anelli led
Sembra che niente sia lasciato al caso: i tre anelli da cui prende il nome l’arena sono ricoperti di led multicolore capaci di generare giochi di luce davvero strabilianti. Sacrificio per l’ecosistema? Ma neanche per sogno. Illuminazione a risparmio energetico? Forse. Sicurezza per il pubblico? Dubbi più che fondati.
Dietro questo splendore tecnologico, però, si cela un paradosso evidente: mentre l’Italia si vanta di guidare una rivoluzione green, investe in inutili installazioni luminose che brillano più per spreco che per funzionalità reale. Un vero e proprio show che acceca più della realtà.
Il design che fa discutere
Come se non bastasse, il palazzetto disegnato da un’icona come Chipperfield ha fatto discutere non poco. Tra ritardi, costi lievitati e modifiche dell’ultimo minuto, la struttura è diventata un simbolo di come “imprese”, “arte” e “tempismo” possano viaggiare in direzioni ben diverse.
Non è certo un mistero che molte opere degli ultimi grandi eventi sportivi si siano macchiate di scandali e inefficienze. Ma chi se ne importa, se il palazzetto, una volta acceso, sembra uscito da un film di fantascienza?
Forse un dépliant più onesto avrebbe mostrato anche i problemi di sicurezza, gli incredibili disagi per gli abitanti dei quartieri limitrofi e le infrastrutture ancora in ritardo. Dopotutto, è molto più facile vendere sogni luminosi che realtà complicate.
Le Olimpiadi tra lusso e contraddizioni
Ricordiamoci che i Giochi Invernali di Milano-Cortina sono l’evento del decennio per l’Italia, manco fosse la prossima edizione del Carnevale di Venezia. E cosa fa il comitato organizzatore? Investire un capitale per un’arena che più che sportiva sembra un night club tecnologico, povero di quella sostanza che dovrebbe accompagnare ogni grande evento.
Da un lato si parla di sport, performance e valori olimpici. Dall’altro, si vedono mega impianti costosi e giochi di luce dal gusto vagamente kitsch. Ma non c’è mai stata coerenza in queste storie. Anzi, il bello è proprio nel contrasto tra il messaggio nobile e la realtà patinata.
Insomma, per chi sogna i Giochi come un esempio di efficienza e modernità, il Pala Italia è una piccola delusione mascherata da scintillante spettacolo. E per chi non ama le illusioni, è uno splendido promemoria che anche le grandi opere possono essere… molto grandi sprechi.



