Como ai quarti di Coppa Italia dopo quattro decenni e la Fiorentina che continua a sprofondare nel baratro senza fine

Como ai quarti di Coppa Italia dopo quattro decenni e la Fiorentina che continua a sprofondare nel baratro senza fine

Altro capolavoro targato Fiorentina sotto la guida di Vanoli, che regala ai suoi tifosi una memorabile serata di sofferenza e delusioni al Franchi. La squadra viola esce sconfitta 3-1 contro il ruspante Como negli ottavi di finale di Coppa Italia, subendo una rimonta da manuale grazie ai gol di Sergi Roberto, Nico Paz e al rientrante Alvaro Morata. Tutto ciò dopo un iniziale vantaggio firmato da Piccoli, pronto a sognare illusoriamente. Il quadro completo dei quarti di finale si completa così, con la squadra dell’ex Fabregas che entra nella storia, beffando una Fiorentina apparentemente destinata a passeggiare, e si prepara a sfidare il Napoli al Maradona per un posto nelle semifinali. Curiosamente, il Como mancava dai quarti di Coppa Italia da ben 40 anni, una vera e propria impresa per i lariani. Le altre sfide? Juventus-Atalanta, Bologna-Lazio e Inter-Torino, probabilmente meno thrilling di questa favola di provincia che si ripete.

Fiorentina decide di mostrare un primo tempo a tutto campo, senza filtri né paure, fronteggiando a viso aperto una delle squadre più in forma del campionato. E, miracolo, al 7’ Piccoli riesce nella semplice arte di anticipare Ramon e battere il portiere Butez per il vantaggio iniziale. Che emozione, vero? Solo che, come spesso accade, dopo il gol è come se la viola avesse scelto di prendersi una pausa caffè molto lunga.

Il Como, dalla sua, non si limita a rispondere ma prende saldamente in mano il pallino, trovando il pareggio sull’1-1 al 20’ grazie a un calcio d’angolo orchestrato da Moreno. Dopo un colpo di testa di Douvikas sul palo, Sergi Roberto compie il gesto che tutti aspettavamo: anticipa la zaffata di difensori avversari e deposita la palla in rete. Evidentemente la Viola oggi preferisce non partecipare, o forse non sa proprio come rispondere.

Nel frattempo, per rendere il tutto ancora più entusiasmante, l’allenatore del Como è costretto a togliere Douvikas e a far entrare Nico Paz al 29’. Annunciato come rinforzo e, a quanto pare, decisivo in futuro, Nico appena entrato si conferma all’altezza del suo debutto trionfale.

La ripresa si apre col numero 10 del Como che si sbraccia e convince i suoi a fare ancora meglio: al 61’ un cross di Smolcic va a sbattere contro un Fortini che sembra più intenzionato a fare il turista in area che a respingere il pallone e così arriva la zampata vincente di Nico Paz, che con un destro fulmineo soffoca qualsiasi velleità difensiva di Christensen, al quale oggi serve un corso urgente di porta blindata.

La squadra di casa spinge disperatamente e, al 65’, Piccoli tenta un’azione solitaria verso la porta, sfiorando quasi il gol con un Butez che si erge a eroe imprevisto con un intervento in uscita da applausi, irrimediabilmente richiesto da chi ama lo spettacolo ma preferirebbe non soffrire troppo.

Arriviamo così all’epilogo sognato dagli spettatori del Franchi: Alvaro Morata, quello vero, quello che si pensava di rivedere ma che pareva un miraggio, rientra in campo al 91’ e, con la solita eleganza, chiude la partita firmando il definitivo 3-1 su contropiede orchestrato da Kuhn. È come un déjà vu: il goleador rompe il ghiaccio nel momento in cui l’agonia della Fiorentina sembrava toccare l’apice.

Il Tabellone dei Quarti: il Palcoscenico delle Illusioni

Ora il tabellone dei quarti di finale di questa Coppa Italia è più chiaro: da una parte il Como affronta il Napoli, un match che sa di favola moderna, mentre dall’altra parte tra Juventus ed Atalanta, Bologna e Lazio, Inter e Torino non mancherà lo spettacolo, ma nessuno di questi match ha quella sorpresa da film che proviene dai lariani. Quattro decenni dopo, probabilmente non se lo aspettavano nemmeno loro.

Insomma, la Viola di Vanoli può consolarsi con la certezza che almeno oggi ci ha provato, salvo poi cedere senza troppe spiegazioni dopo un vantaggio iniziale che illumina solo per qualche minuto una partita altrimenti dominata da un Como affamato e determinato. Una lezione che dovrebbe far riflettere, ma si sa, nel calcio italiano la coerenza è un optional e la memoria corta una virtù.

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