Ferrari fa finta di volare a Barcellona e Leclerc si convince che stavolta sia davvero la volta buona

Ferrari fa finta di volare a Barcellona e Leclerc si convince che stavolta sia davvero la volta buona

Solido. Ecco come definire il glorioso debutto della Ferrari con la sua nuova creatura, la SF-26, nel regno incantato dei test di Formula 1 a Barcellona. In questa seconda delle cinque magiche giornate al Montmeló, la monoposto è scesa in pista e ha macinato un rispettabile 121 giri, senza piagnucolare o abbandonare per problemi motoristici. Un vero miracolo se consideriamo che la famigerata power unit è il centro sacro del nuovo regolamento capricciosamente stabilito dalla FIA.

La prima mattinata è stata affidata al timido Charles Leclerc, che ha gentilmente percorso 64 giri, mentre nella seconda parte della giornata il sempre paziente Lewis Hamilton ha raccolto i restanti 57, giocando a fare l’exploit senza fare troppi guai.

Con un’ingenuità tale da sembrare persino un po’ speranzosa, il team di Maranello ha ammesso di aver voluto mettere sotto stress il motore in questa prima fase, rimandando a giorni futuri il tentativo di domare gli altri nuovi feticci tecnologici come il pacco batterie iperpotenziato da 350 kW e le sospensioni attive (quelle cose futuristiche che sembrano uscite da un film di fantascienza a basso budget). Nel frattempo, però, non possiamo dimenticare la modesta impresa della squadra cliente, la Haas, che lunedì ha macinato un incredibile 150 giri con Esteban Ocon.

Ovviamente, tutto il vero divertimento arriverà solo dal Bahrain, quando finalmente si potrà provare a fare sul serio con giri veloci, ritmo gara e affilare l’aerodinamica a dovere (cioè, si spera).

Charles Leclerc non ha nascosto il suo miracoloso entusiasmo.

«È stato un piacere tornare alla guida — ha detto —. Queste macchine sono nuove e profondamente diverse da quelle a cui eravamo abituati. Per ora stiamo cercando di capire se tutto funziona, e pare che sia così.»

Purtroppo, nel divertente scenario della pioggia catalana, il nostro eroe è stato bloccato ai box per un’ora, mentre Hamilton ha potuto annoiarsi per soli 45 minuti. Poco male: le condizioni meteo “non ottimali” sono sembrate una valida scusa per non doversi preoccupare troppo delle performance, perché insomma, il vero obiettivo era mettere alla prova i nuovi sistemi e sperare che tutto funzioni — meglio se senza esplodere.

Leclerc ha poi aggiunto:

«Per ora è stato solo un controllo preliminare, tutto è andato più o meno bene. Procederemo quindi con calma, magari sperando che la pioggia tenga a bada l’impazienza.»

Oltre alla preziosa SF-26, il buon pubblico ha potuto godersi anche la scena della Red Bull, che tra lunedì e martedì ha alternato protagonisti come Isack Hadjar e il leggendario Max Verstappen. La giornata è stata un mix di giri monotoni e drammi degni di una soap opera: prima l’incidente controllato – leggasi senza conseguenze – del fuoriclasse olandese alla curva 5, poi lo spettacolare infarto della monoposto di Hadjar, che ha terminato la sua corsa schiantandosi contro le barriere all’ultima curva, distruggendo retrotreno e posteriore destro. Che spettacolo!

I tempi? Il fenomeno #1 ha fatto segnare un 1’19”5 sull’asciutto, mentre Leclerc ha brillato su pista bagnata in 1’20”8. Ovviamente questi crono sono da prendere con il rispetto dovuto a una gara di bocce al parco; nessuno sta ancora cercando il giro veloce, visto che l’obiettivo è massimo accumulo dati e sopravvivenza del veicolo.

Per un esempio lampante, basti pensare all’abisso di 7 secondi tra il tempo più basso di Hadjar lunedì (1’18”159 sull’asciutto) e la pole position dell’irraggiungibile Oscar Piastri all’ultimo GP di Montmeló (1’11”546).

Nel frattempo, si aspetta con ansia di scoprire quali siano gli altri due giorni scelti da Ferrari per tornare a sfidare la sorte in pista, forse mercoledì 28 gennaio quando farà finalmente il suo debutto anche l’inarrestabile McLaren, che finora ha pensato bene di starsene comoda in garage.

Anche il saggio Hamilton è uscito soddisfatto da questa giornata di pioggia e monotonia, chiudendo con un risibile 1’33”4 contro l’1’31”8 di Hadjar.

Lewis Hamilton ha commentato:

«È stata una giornata intensa e produttiva, soprattutto considerato il meteo ballerino. Abbiamo accumulato chilometri e raccolto un sacco di dati utili, il che è fondamentale con un cambio regolamentare così drastico. Nessun problema serio, quindi abbiamo una base solida su cui costruire nei prossimi giorni.»

Sì, perché in fondo, se non si fosse capito, il vero spettacolo quest’anno sarà capire se tutte queste nuove invenzioni tecnologiche riusciranno a sopravvivere a un test… o se qualche motore deciderà di prendersi una meritata vacanza anticipata.

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