A sole poche ore dall’inevitabile sparatoria di Rogoredo — che tristemente ha visto la dipartita di un ventottenne — ecco il secondo episodio da manuale del nostro declino sociale. Due intrepidi giornalisti della Rai, armati soltanto di taccuino e telecamera, si sono avventurati nel mitico bosco della droga e, sorpresa sorpresa, sono stati aggrediti da un nugolo di spacciatori, evidentemente disturbati da tanta curiosità indiscreta.
Parliamo di Francesca Pizzolante e Giovanni Violato, inviati coraggiosi della trasmissione “Ore 14” su Rai 2, condotta dall’eroico Milo Infante. Ma attenzione, non è finita qui: a pochi metri di distanza dalla rissa, la polizia stava tranquillamente portando avanti i rilievi sulla sparatoria del pomeriggio, un’autentica spolverata di normalità in mezzo a tanto disordine.
Chi ci rimette, ovviamente, è Giovanni Violato, vittima prediletta della furia vendicativa degli spacciatori, tanto da dover chiedere asilo al sacro 118 e, per completare l’opera, subire pure il furto dell’attrezzatura di lavoro. Segno che il business della malavita non conosce mezze misure.
Milo Infante ha espresso tutta la sua «piena solidarietà» ai colleghi, condito da una feroce condanna dell’«ignobile aggressione» che ci ricorda quanto certi delinquenti si sentano ormai padroni assoluti di un territorio che, a quanto pare, il concetto di “controllo dello Stato” prende più la forma di una romantica utopia che di una realtà concreta.
Infante ringrazia con la consueta grazia istituzionale il 118 e le forze di polizia, pronte a intervenire come impeccabili pompieri a spegnere incendi che si moltiplicano in una città sputtanata dal degrado non più sostenibile. Il messaggio è chiaro: complimenti per il tappabuchi, ma la soluzione definitiva? Quella resta un miraggio, un sogno hollywoodiano.



