Jacques Moretti in un audio carico di pragmatismo da incubo dice a Gaëtan:
«Sì Gaétan, prova a togliere una di quelle cose e vedi se cade, perché la schiuma che ho usato non la conoscevo… Fammi sapere se tiene o cade. Se cade, purtroppo dovremo lasciarle così com’è».
Per non farsi mancare nulla, dopo aver ricevuto i video con le discutibili riparazioni, il boss del Constellation replica con la solita sicurezza da genio dell’edilizia:
«Ok, allora ne rimetteremo, grazie.»
«Sembra niente male, togli pure le altre, per favore.»
Sembra quasi uno sketch di una sitcom tragicomica: pannelli appesi con stecche da biliardo e sgabelli, mentre la sicurezza la fa da padrone col più classico degli “va beh, funziona così”.
La sicurezza secondo Moretti: dalla schiuma infiammabile al test con il cannello
Come ciliegina sulla torta, il proprietario, in tutta la sua brillantezza, decide di testare la schiuma fonoassorbente, non certo con metodi scientifici, ma accendendo un cannello per vedere che effetto facesse. La risposta non poteva essere più sconfortante:
«Ho visto che comunque bruciava. Ho acceso un cannello per vedere cosa succedeva: la schiuma ha preso fuoco facilmente e il fumo mi ha stordito, ma per il resto nulla mi ha scioccato».
Un genio, davvero. E pensare che tra il 2018 e il 2019 il locale era stato controllato sia dal Comune di Crans-Montana che dai vigili del fuoco senza che venisse riscontrata alcuna irregolarità. Evidentemente i pannelli da circo di Moretti non fanno parte del criterio standard dei controlli.
Gaëtan e il sogno infranto di tornare dalla Francia
Ah, e il povero Gaëtan? Giovane, appena arrivato dal sud della Francia, aveva già voglia di mollare tutto e andarsene, come direbbe qualche europarlamentare in crisi. Ma, oh sorpresa, aveva paura di non vedere un centesimo del suo stipendio di dicembre se avesse lasciato il posto prima delle feste.
Così, con la spada di Damocle dello stipendio che pendeva sulla sua testa, ha deciso di restare e prendersi l’ultimo capodanno di una vita lavorativa da incubo. Nel frattempo, le chat e i video con le “riparazioni” sono finiti nelle mani della polizia francese, che si è premurata di interrogare il ragazzo nel contesto delle indagini.
I primi documenti sull’incendio: la desolante realtà del Constellation
Dagli archivi del programma Mise au point spunta uno dei pochi materiali che mostrano il locale prima della tragedia: video agghiaccianti che immortalano il disperato tentativo di aggiustare quei pannelli con metodi artigianali, usando qualsiasi cosa si potesse trovare, senza alcuna sicurezza.
Il declino estetico e strutturale dei pannelli acustici emerge così in tutta la sua tragicità, confermando come quel materiale tanto facilmente infiammabile fosse, inspiegabilmente, ancora in uso in un posto destinato a ospitare folla e festeggiamenti. Ovviamente, la magistratura sta ancora cercando di capire come sia stato possibile tutto ciò e, udite udite, quali responsabilità gravino su questa vera e propria galassia di negligenze.
Nel frattempo, le famiglie delle vittime attendono – anzi, sperano – risposte su come un materiale così pericoloso sia stato lasciato in bella vista, nonostante le ovvie controindicazioni. Ma si sa, abbassare la guardia e limitare le spese è la nuova frontiera della gestione della sicurezza, soprattutto quando a rischiare è la vita delle persone.



