Rapporti Europa-Us più ridicoli che mai secondo l’ex presidente della Commissione europea

Rapporti Europa-Us più ridicoli che mai secondo l’ex presidente della Commissione europea

Nulla come una buona crisi diplomatica per risvegliare le relazioni transatlantiche, vero? Jose Manuel Barroso, ex presidente della Commissione Europea e grande maestro nel declinare la fiducia, ha decretato che i rapporti fra Europa e Stati Uniti hanno toccato “il minimo storico” dall’alba della NATO, complici le manovre da manuale dell’ambasciatore della confusione globale, Donald Trump.

Il palcoscenico di questa tragicommedia diplomatica è un cocktail di minacce militari da far invidia a un film di serie B, progetti non richiesti di acquisto territoriale – sì, avete capito bene: la Groenlandia in vendita – e una sfilza di tariffe imposte qui e là come se fossero figurine da scambiare. Gli alleati europei, come la vecchia Unione Europea e la poliedrica Gran Bretagna, si ritrovano ora con un supplemento di scetticismo e una vistosa perdita di fiducia che andrebbe ben oltre una crisi da gelosia transatlantica.

Se vi stavate chiedendo quanto siano cambiate le “valori democratici” nella relazione tra Europa e USA, Barroso risponde con un elegante “rottura” di ogni canone tradizionale. Tradotto: il patto basato su ideali comuni sta lasciando campo libero a una partnership sempre più governata da interessi spiccioli e tattiche di potere a corto raggio. Insomma, i valori? Accessori e un po’ fuori moda, diciamo così.

Questa situazione da telenovela si è acuita con il tentativo del nostro caro Trump, prima braccio duro (minacce di guerra incluse) e poi più morbido ma deciso a mettere le mani sul territorio artico, di comprare la Groenlandia da Danimarca. Dopo un incontro con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, il magnate ha twittato di un “quadro di un futuro accordo” senza però mostrare le carte, mentre il diplomatico olandese scherzosamente si è affrettato a precisare che di Groenlandia nemmeno si è parlato.

Barroso non si è risparmiato, bollando il tycoon come “il grande distruttore”, capace di essere più spietato con amici e alleati che con i nemici veri o presunti. Inutile sorprendersi allora se, secondo un sondaggio del novembre scorso, solo il 16% degli europei vede ancora gli Stati Uniti come alleati condividenti valori comuni, una cifra che scende ancora rispetto al 21% del 2024. E indovinate dove è caduta questa fiducia in picchiata più evidente? Proprio nel Regno Unito, dove l’entusiasmo verso l’alleato a stelle e strisce si è volatilizzato dal 37% al 25%.

In termini di difesa, la “sovranità europea” è diventata la nuova parola magica per difendersi non solo dalle minacce esterne, ma soprattutto dall’imperativo americano di aumentare la spesa militare. La prospettiva è chiarissima: se la NATO deve andare avanti, dovrà farsi una bella “europeizzata”. Perché affidarsi ciecamente a Washington? Meglio puntare sulle proprie forze, tanto per non lasciare l’ombrello sempre aperto solo ai grandi cospiratori d’oltreoceano.

Alla summit della NATO dell’anno scorso all’Aia, i membri si sono impegnati (su insistenza statunitense, of course) a investire il 5% del PIL entro il 2035 in spese per difesa e sicurezza. Un gesto di fede, o forse un’adesione a un obbligo ormai più formale che volontario.

Un’altra perla di saggezza di Barroso riguarda la NATO stessa: se pensate che dopo l’invasione russa in Ucraina l’alleanza fosse diventata debole, vi sbagliate di grosso. Con l’ingresso di Svezia e Finlandia, la NATO è più vicina ai confini russi che mai e si sta preparando all’arrivo di una nuova stagione di tensioni, con più militari e basi sul fianco orientale. Insomma, più che un’alleanza, sembra una puntata infinita di un reality show geopolitico, con grandissime ambizioni e zero certezze.

Nonostante tutto, Barroso ci rassicura sui rapporti transatlantici: questa non è la fine dell’alleanza. Perché, si sa, a volte anche il più scontroso dei vicini serve quando arriva il cattivo a bussare alla porta. E gli USA restano il cappotto caldo della sicurezza europea.

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