«L’Ice sarà qui soltanto per mettere gli occhi sul vicepresidente americano Vance e sul segretario di Stato Rubio, quindi agisce solo in difesa», ha spiegato con la consueta leggerezza il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante un evento in piazza Città di Lombardia. Insomma, niente di cui preoccuparsi perché, a quanto pare, la squadra di poliziotti americani convocata per le Olimpiadi di Milano-Cortina è solo una mite presenza di facciata.
Quando gli è stato chiesto se fosse preoccupato per le scenate di violenza made in USA, Fontana ha fatto spallucce: «Questo è un altro film, una storia che non riguarda il nostro Belpaese e nemmeno i nostri problemi nostrani». Ovviamente, la missione dell’Ice si limita a fare da scorta a Vance e Rubio, quindi se a presidiare ci sono loro o qualcun altro, cambia poco: il lavoro rimane sempre lo stesso, cioè evitare che qualcuno gli faccia brutti scherzi.
Inoltre, Fontana ha voluto rassicurare gli animi: «I rapporti tra le nazioni e le forze dell’ordine sono ormai rodatissimi, quindi almeno una garanzia in più ce l’abbiamo». Sicuro, sicurissimo.
Più di 5.300 firme contro l’Ice olimpica, ma che male c’è?
Nel frattempo, la petizione lanciata da Azione Milano ha superato la vertiginosa soglia di 5.300 firme, chiedendo al governo italiano e al Comitato organizzatore delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 di bandire l’accesso ai funzionari dell’Ice. Il famigerato ufficio di polizia per l’immigrazione e dogane statunitense, noto per ripetute violazioni dei diritti umani, non dovrebbe mai posare i suoi stivali sulla terra italiana, nemmeno se la cornice è quella di un evento che dovrebbe rappresentare pace e unità. Sembra un dettaglio.
La petizione punta a ottenere un impegno formale che impedisca all’agenzia di mettere piede sul suolo olimpico, un segnale che – secondo i promotori – avrebbe un valore simbolico enorme, uno schiaffo morale indirizzato agli Stati Uniti in difesa di diritti umani e tolleranza, valori che si suppone siano alla base dello spirito olimpico. Ma ci si chiede, tra un applauso e una firma online, quanti davvero sosterrebbero questa coerenza ferrea in carne ed ossa.
Insomma, benvenuti alla fiera delle contraddizioni, dove un evento nato per unire finisce col spalancare le porte a chi ha nella repressione e nelle violazioni sistematiche il proprio biglietto da visita. Ma niente paura, il presidente Fontana è fiducioso: i poliziotti americani alla fine staranno lì solo a fare da balia a due signori importanti. Che possa andar tutto liscio, e senza intoppi, è una certezza quasi matematica, no?



