Quando gli investitori di Nvidia VC si tuffano in Synthesia, la futura stella dell’AI valutata come un sogno da 4 miliardi di dollari

Quando gli investitori di Nvidia VC si tuffano in Synthesia, la futura stella dell’AI valutata come un sogno da 4 miliardi di dollari

Synthesia, la startup britannica che si dedica a generare video attraverso l’intelligenza artificiale, ha appena ricevuto una valanga di soldi freschi: 200 milioni di dollari da un gruppo di investitori che include i fondi di venture capital di Nvidia e Alphabet. Per chi si chiedesse, sì, proprio quei signori dell’AI che sembrano avere il portafoglio così pesante da schiacciare ogni altro concorrente.

Con questo investimento, la valutazione di Synthesia si è impennata a ben 4 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a solo un anno fa, quando ammontava a 2,1 miliardi grazie a 180 milioni di finanziamenti raccolti.

Synthesia è quella società che sviluppa strumenti per generare video destinati alle comunicazioni interne ed esterne delle aziende. Tradotto: ti fanno video personalizzati per farti sentire quanto è fantastica la tua impresa, ma senza impiegare un essere umano autentico a produrli. Una manna per tutti quelli che amano risparmiare sul capitale umano ma illudersi di migliorare la comunicazione.

Victor Riparbelli, cofondatore e CEO, ha dichiarato che questa nuova tranche di finanziamenti serve soprattutto a potenziare “la visione di ridurre i costi di creazione dei contenuti grazie all’AI” e a offrire “un modo migliore e più coinvolgente per le organizzazioni di comunicare e imparare”. Davvero illuminante.

Ha aggiunto che stiamo assistendo a una “convergenza rara di due grandi rivoluzioni”: da un lato, la tecnologia degli agenti AI che diventa sempre più funzionale, dall’altro, il mercato dove aggiornare le competenze e condividere la conoscenza interna sono diventati addirittura questioni da vertici aziendali. Per chi non lo sapesse, significa che ora ci si accorge finalmente che non basta solo promettere “robustezza” alla dirigenza, ma che serve pure un po’ di formazione – anche se qualche dubbio sull’efficacia resta.

In aggiunta all’aumento di capitale, Synthesia sta organizzando una vendita secondaria di azioni per i dipendenti, con la benedizione del NASDAQ, certificando così a suon di numeri questa corsa sfrenata verso una valutazione sempre più gonfiata.

La Startup della Cosiddetta “AI” nel Caos degli Investimenti

Mentre la cifra record di 21,4 miliardi di dollari raccolti dalle startup europee di intelligenza artificiale nel 2025 fa impallidire qualche investitore, negli Stati Uniti si spaccia per un anno da urlo una montagna di 162,7 miliardi. Ma attenzione: una buona parte, circa 70 miliardi, è concentrata su sole tre società – OpenAI, Anthropic e xAI. Quantità che farebbe impallidire qualsiasi organismo finanziario serio, ma che soprattutto testimonia la febbre da AI che spinge a investire cifre da capogiro come se non ci fosse un domani.

Questo andamento non accenna a rallentare: di recente, OpenAI ha iniziato a tessere trattative con i fondi sovrani del Medio Oriente per un possibile finanziamento da 50 miliardi di dollari, mentre Anthropic si è assicurata una linea da 10 miliardi e xAI ne ha raccolti 20. Insomma, non ci manca certo chi sia disposto a buttare soldi a malapena giustificabili.

Synthesia userà la nuova liquidità per raddoppiare i suoi sforzi nel potenziare le capacità “agenti” dei video AI, cioè video interattivi con cui gli utenti possono comunicare in tempo reale. E qui ritorniamo al sogno dell’azienda: trasformare il training aziendale in un’attività ludica dove i dipendenti fanno scenari di ruolo e ricevono spiegazioni su misura, invece di limitarsi a guardare noiosissimi video standard.

Fondata nel 2017, Synthesia è stata a lungo la “star” del settore AI nel Regno Unito, tanto da far scendere in campo personaggi politici come il sindaco di Londra, Sadiq Khan, e, quando era ministro della tecnologia, Peter Kyle. Ovviamente, una presenza così “illustre” fa sempre comodo quando si vogliono allargare i confini e attrarre nuovi investimenti.

Rachel Reeves, la cancelliera britannica, non ha perso occasione per incensare la startup definendola “una storia di successo del Regno Unito, che crea posti di lavoro e opportunità”. Tradotto: sostenendo gli innovatori con finanziamenti pubblici e sgravi fiscali, possiamo continuare a sperare che ‘la promessa dell’AI’ si traduca davvero in posti di lavoro ben pagati e crescita duratura su tutto il territorio.

Dal canto suo, Daniel Kim, CFO della società, ha confessato che Synthesia ha raggiunto 150 milioni di dollari in ricavi ricorrenti annuali e spera in una crescita oltre i 200 milioni entro il 2026. Un’azienda che cresce in fretta, ma che resta sempre sospesa tra una grande promessa e la realtà spesso deludente di un business AI ancora in cerca di conferme tangibili.

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