Investitori si buttano a capofitto nei fondi hedge e spingono i patrimoni a livelli che neanche sognavano

Investitori si buttano a capofitto nei fondi hedge e spingono i patrimoni a livelli che neanche sognavano

Che divertente, proprio mentre tutti erano convinti che i fondi hedge fossero una specie in via di estinzione o quanto meno un hobby per miliardari annoiati, ecco il gran botto: gli asset globali di questi mitici gestori hanno raggiunto un record storico di quasi 5,2 trilioni di dollari. Sì, avete capito bene, una montagna di soldi che farebbe impallidire qualsiasi economia di paese medio. E tutto ciò è avvenuto nel 2025, quando gli investitori, come se non avessero mai visto una crisi prima d’ora, hanno riversato sul settore il mai visto influsso di 642,8 miliardi di dollari. Che spettacolo.

Come suggerito dai dati pubblicati dal famigerato Hedge Fund Research, questo boom non è il frutto di qualche magia finanziaria oscura, ma si deve a un mix vigoroso di nuovi capitali freschi, ben 115,8 miliardi in netto, il massimo dalla mitica annata 2007 con i suoi 194,5 miliardi, un’epoca in cui gli investitori sembravano avere più senno. Nel frattempo, i rendimenti annuali del settore hanno raggiunto il 12,6%, il miglior risultato dal lontano 2009, regalando guadagni per 527 miliardi. Davvero un bel sorriso da parte del capitalismo più spietato.

E quale strategia è risultata la più amata dai danarosi partecipanti al circo? Ovviamente il vecchio e caro long/short equity, ovvero quella genialata che consiste nel cercare di guadagnare sia quando i titoli salgono che quando scendono, perché accontentarsi? Questa strategia ha attirato ben 48,6 miliardi di nuova, fresca liquidità. Non male per un gioco che sembra fatto per far girar la testa più che per far star bene i risparmiatori.

L’incredibile resurrezione degli hedge fund

Secondo l’analisi di Hedge Fund Research, il desiderio di hedge fund è rinato, come un fenice dopo un periodo nero degno di una serie tv di bassa qualità. Negli ultimi anni, infatti, gli investitori avevano cominciato a storcere il naso di fronte alle amate, e sempre esose, commissioni di gestione e performance, soprattutto perché il famigerato “alpha” – quel valore che dovrebbe far svoltare i profitti – era stato difficile da trovare in mercati in crescita. Risultato? Ritorni a macchia di leopardo, qualche lacrima e un bel po’ di malumori.

Ma ecco l’eroe che nessuno si aspettava: Kenneth Heinz, presidente di HFR, che ci racconta con tono trionfale come “la gestione di successo della volatilità” dello scorso anno abbia preparato il terreno per il 2026, anno che si annuncia come il nuovo paradiso della confusione e dell’incertezza, ovvio invito a rimboccarsi le maniche e versare soldi proprio nei fondi hedge. Sicuramente un consiglio illuminante.

Man Group e le strategie a prova di crisi

Non perdiamo l’occasione di lodare Man Group, il colosso londinese con 214 miliardi in gestione, che si annuncia pronto a cavalcare l’onda post-tariffaria globale dopo la recente turbolenza. A quanto pare, dimenticate le filosofie ampie e iper-tecnologiche: ora il momento è quello di puntare sui singoli titoli, perché – ci raccontano – i mercati sono “maturo per generare alfa”. Come se fosse un segreto di Pulcinella.

Con uno slancio degno di un premio Oscar, il gruppo ha promosso tre strategie da neutre a positive: long-biased equity long/short, market-neutral equity long/short e merger arbitrage. Traduzione? Tre modi di scommettere su azioni o fusioni, aspettando che qualcosa succeda. Una danza sugli specchi, insomma.

Adam Singleton, il mago degli investimenti esterni di Man Group, spiega con aria da profeta come queste strategie siano pronte a sfruttare le “dinamiche late-cycle”. Per chi non masticasse il gergo da consulente in doppiopetto, significa che l’economia sta per fare qualche capriccio. Tra incertezze geopolitiche, una speculazione spasmodica sul nuovo capo della Federal Reserve e il caos sui titoli legati all’intelligenza artificiale, la ricetta perfetta per una bolla di sapone finanziaria al limite del ridicolo.

Singleton conclude con un eloquente “vediamo queste forze creare un contesto volatile”, ovvero il modo più elegante per dire: “preparatevi a guardare grafici con montagne russe per qualche tempo”. Quel che ci si deve aspettare dalla gloriosa industria degli hedge fund: tanti soldi, tanta incertezza e soprattutto, tanto spettacolo. Applausi.

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