Immaginate un giorno di gloria per la Czechoslovak Group (CSG), la perla difensiva ceca che ha fatto il suo trionfale esordio in borsa ad Amsterdam, scatenando un’esplosione di entusiasmo—o forse panico da investimento—con un balzo del 31,4% del valore delle sue azioni. Ma chi l’avrebbe mai detto che sventolare armi e munizioni potesse essere così lucroso in tempi di pace? O forse no.
Questa azienda con sede a Praga, famosa per i suoi veicoli blindati e sistemi difensivi high-tech, non si è accontentata di un debutto qualunque: ha raccolto ben 3,8 miliardi di euro, facendo segnare quello che il prestigioso listino Euronext Amsterdam definisce “l’IPO nel settore difesa più grande del mondo”. Un record che fa impallidire persino le ambizioni degli antichi imperi.
Michal Strnad, il presidente onnipresente del gruppo, ha rincarato la dose con parole degne di un manifesto politico della nuova era industriale: “Oggi è una pietra miliare storica per CSG, un segno tangibile della fiducia degli investitori. Essere una società quotata pubblicamente significa trasparenza, governance e impegno a lungo termine a fornire soluzioni difensive avanzate a partner NATO in tutto il mondo.” Come se il mondo non ne fosse già invaso, vero?
Oh, non dimentichiamo il contesto che fa da sfondo a questa pomposa cerimonia finanziaria: settimane di tensioni geopolitiche da manuale. Abbiamo avuto perfino un siparietto internazionale da telenovela con l’ex presidente Donald Trump, che si è improvvisamente offerto di fare blitz militari per conquistare la Groenlandia. Dopo una giravolta degna di un reality show, ha abbozzato un accordo sulla “territorialità autonoma” danese, ma intanto lo scenario è rimasto tutto tranne che rassicurante.
Nel frattempo, in questa Europa ormai alla frutta, investitori e governi fanno a gara per buttare soldi nelle azioni di aziende difensive, gonfiando un “mega-trend” a cui è difficile sottrarsi. La motivazione? Beh, a quanto pare la piena invasione dell’Ucraina da parte della Russia e il progressivo svuotamento dell’ombrello difensivo americano stanno riscrivendo le regole: più armi, più soldi, meno illusioni.
Un mercato in espansione o un circo degli orrori finanziari?
Questa IPO è un’illustrazione lampante di come il settore della difesa si stia trasformando in un gigantesco gioco da tavolo globale dove i pezzi sono carri armati, missili e capitali estinti in armi. Mentre i governi fanno l’occhiolino a budget sempre più gonfiati, le aziende come CSG cavalcano l’onda dell’instabilità per moltiplicare profitti e quote di mercato. La nota amara? Il pubblico, naturalmente, paga il conto sotto forma di tasse, ansie e scenari bellici sempre più probabili. Ma ringraziamo comunque gli oracoli della finanza per regalarci questo “record” di efficienza capitalistica.
D’altronde, cosa chiedere di più a un’azienda che produce “soluzioni industriali avanzate per la difesa” se non un’esplosione di valore coi fiocchi alla sua prima giornata in borsa e la promessa di un futuro dove “la sicurezza” si compra e si vende come un’azione? La coerenza, forse? Quella è un optional da investitore.



