Donald Trump ha annunciato mercoledì con la solita eleganza un “accordo quadro” con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, riguardo a una futura intesa su Groenlandia. Sì, proprio quello che tutti stavamo aspettando con trepidazione: una futura soluzione per il controllo dell’isola più grande della Terra, spacciata come un successo clamoroso per gli Stati Uniti e tutte le nazioni della NATO. Davvero un colpo di genio geopolitico, degno di un romanzo di fantascienza politica.
In seguito a questa “produttiva” negoziazione, il presidente ha deciso di sospendere le sanzioni tariffarie minacciate contro le nazioni europee a partire dal primo febbraio. Una mossa che ha lasciato tutti a bocca aperta, mentre i mercati hanno fatto un salto – forse di gioia, o forse per l’immancabile sorpresa di vedere Trump capace di un accordo.
In un’intervista con CNBC, a poche decine di minuti dalla sua dichiarazione su Truth Social, Trump ha definito il “quadro” come il “concetto di un accordo”, perché, ovviamente, spiegare nei dettagli una roba così è troppo complesso per un briefing normale. Dettagli che, naturalmente, rimarranno per un futuro indefinito, mentre il mondo osserva il teatrino.
Per fornire un minimo di anticipazione, Trump ha accennato che l’intesa riguarderebbe i diritti minerari per gli Stati Uniti e il cosiddetto sistema di difesa missilistico “Golden Dome”, anch’esso parte integrante del pacchetto. Diteniamolo un progetto di fantascienza militare-elettorale, dove tutti avranno la loro fetta di torta: “Loro saranno coinvolti nel Golden Dome, così come noi, e anche nei diritti minerari,” ha spiegato con la solita chiarezza incisiva.
A domanda esplicita sulla sospensione delle tariffe, la risposta è stata un laconico: “No, le abbiamo tolte proprio perché sembra che abbiamo, praticamente, il concetto di un accordo.” Ragionamento brillante, chi contesterebbe una motivazione simile?
Ecco il testo integrale del messaggio pubblicato su Truth Social da Trump, per i cortocircuiti dell’ironia:
“Basandoci su un incontro molto produttivo che ho avuto con il Segretario Generale della NATO Mark Rutte, abbiamo formato il quadro di un futuro accordo riguardo a Groenlandia e, in effetti, all’intera Regione Artica. Questa soluzione, se realizzata, sarà eccellente per gli Stati Uniti d’America e per tutte le nazioni della NATO. Basandoci su tale intesa, non imporrò le tariffe programmate per il primo febbraio. Ulteriori discussioni sono in corso riguardo al Golden Dome relativo a Groenlandia. Maggiori informazioni saranno disponibili man mano che le trattative proseguiranno. Il Vicepresidente JD Vance, il Segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e altri, se necessario, saranno responsabili delle negoziazioni, riferendo direttamente a me. Grazie per l’attenzione.”
Immediato l’aumento delle borse, come se la notizia di un accordo senza alcun dettaglio fosse la panacea di tutti i mali economici. Da notare che la Casa Bianca, come al solito, ha omesso qualsiasi precisazione ai media che chiedevano più informazioni. Qualche giorno fa si parlava addirittura di un’eventuale uso della forza militare per conquistare Groenlandia, ma oggi tutto si risolve con un elegante “concept of a deal”.
La Groenlandia Non è in Vendita, Ma il Teatro Continua
Per chi avesse dubbi, Groenlandia è un territorio autonomo danese, parte della NATO, non una proprietà privata da comprare su eBay. Le autorità danesi e groenlandesi hanno più volte ribadito che l’isola non è in vendita, ma questa piccola formalità sembra sfuggire agli strateghi americani in campagna elettorale costante.
Negli ultimi tempi, mentre le tensioni aumentavano, diversi paesi europei della NATO hanno potenziato la loro presenza militare in quella regione, come se scoprire un giacimento minerario fosse sinonimo di una battaglia epocale. Reazione che ha fatto infuriare il nostro caro ex presidente, che in risposta aveva minacciato tariffe punitive con effetti diluiti tra il 10% e il 25%. Ovvero il perfetto esempio di diplomazia da supermercato internazionale.
A margine del Forum Economico Mondiale di Davos in Svizzera, Trump ha provato a giustificare la sua ossessione per la Groenlandia parlando di sicurezza nazionale. Niente male, se si considera che però ha subito precisato che non intende usare la forza militare, forse perché teme che i missili del Golden Dome possano finirgli contro.
Mentre i mercati si riprendono dopo la crisi provocata dai suoi annunci bellicosi, la domanda rimane: a che gioco sta giocando davvero il nostro campione della chiarezza? Un gioco dove l’ironia e le contraddizioni sono gli unici vincitori, e il mondo resta a guardare lo show.



