I giganti degli hedge fund volano alto mentre i soliti furbi della finanza celebrano guadagni da primato

I giganti degli hedge fund volano alto mentre i soliti furbi della finanza celebrano guadagni da primato
115,8 miliardi di dollari nel 2025, facendo sembrare il resto del mondo un dilettante al parco giochi.

A guidare questa parata della finanza di lusso troviamo autentici colossi come Citadel, Millennium e Bridgewater Associates, che ancora una volta hanno travolto i rivali più piccoli con un’eleganza degna della peggior balletto economico. L’intero settore, che può vantare asset per ben 5,2 trilioni di dollari, si è così portato a casa il più grande guadagno annuale di sempre pari a 543 miliardi di dollari, secondo il rapporto annuale “20 Great Money Managers” di Edmond de Rothschild Capital Holdings. Sembra proprio il momento ideale per coloro che già galleggiano su montagne di denaro.

Un applauso speciale va al fondo attivista TCI di Sir Christopher Hohn, un colosso da 77,1 miliardi di dollari che ha regalato agli investitori un sontuoso bottino di 18,9 miliardi di dollari solo nel 2025 – il record storico di guadagno netto per un singolo gestore.

Non da meno Citadel, guidato dall’inossidabile miliardario Ken Griffin, premiato per il quarto anno consecutivo come la società di hedge fund più vincente di tutti i tempi. Da quando ha mosso i primi passi nel lontano 1990, ha incassato per i suoi clienti un’inezia di 90,4 miliardi di dollari netti, di cui 7,4 solo nella scorsa annata.

Nel dietro le quinte di questa pièce finanziaria, spicca D.E. Shaw, un mastodonte quantitativo da 72,4 miliardi che fa della manipolazione algoritmica una vera e propria arte. Dal ’88 ha regalato agli investitori 79,9 miliardi netti, aggiungendone 12,7 solo lo scorso anno e confermando il suo posto d’onore nella classifica.

Questa ricerca infallibile, pubblicata senza sosta dal 2012, non fa sconti e premia i giganti dell’industria in base ai guadagni netti accumulati dalla nascita ad oggi. La classifica mette inoltre in fila i rendimenti ottenuti nel solo 2025 e la mole di risorse gestite nel presente minuto.

Il trend è chiaro e brutale: i grandi restano sempre più grandi. Le 20 top società, pur detenendo solo il 16,6% del patrimonio globale in hedge fund, si sono accaparrate il 39% del totale delle plusvalenze del settore. Insomma, se hai un po’ di soldi, è meglio affrettarsi a consegnarli a loro, i piccoli lasciateli altrove, meglio se a carità.

In termini di rendimento medio, i top 20 hanno raggiunto schiettamente un 15,7% netto nel 2025, sbeffeggiando il misero 12,6% di tutto il settore, che è già considerato un anno oro dagli specialisti.

Rick Sopher, il saggio consigliere di Edmond de Rothschild, ha così sintetizzato il miracolo capitalista:

“Un mix letale di asset record, mercati azionari e obbligazionari robusti, e la possibilità di macro trading hanno fatto sì che questi numeri potessero essere raggiunti.”

Seguendo la danza dei numeri, Bridgewater Associates sorpassa Millennium, posizionandosi terza con 15,6 miliardi guadagnati nell’ultimo anno, quasi il doppio del rivale che scivola quarto. Il gigante fondato nel 1975 da Ray Dalio gestisce oggi 76,9 miliardi e si fregia di 79,1 miliardi di guadagni netti accumulati finora.

Non si può però sottovalutare il modello “pod shop” di Millennium, fondato da Israel ‘Izzy’ Englander nell’89. Una serie di mini-divisioni semi-indipendenti che lavorano come formiche iper-efficaci. Gestisce il patrimonio più grande al mondo, 85 miliardi, e ha messo insieme 73,4 miliardi di guadagni netti, con un’aggiunta di 7,9 miliardi nel solo 2025.

Nel frattempo, dal regno della nebbia londinese, fa capolino TCI, balzato dal quattordicesimo al quinto posto in soli tre anni, accompagnato da altri campioni britannici come Brevan Howard Asset Management, Egerton Capital e Marshall Wace. Sempre secondo Sopher:

“Le performance di TCI sono francamente sbalorditive; negli ultimi tre anni hanno fatto guadagnare 40 miliardi netti ai loro clienti.”

Un altro giocatore storico, Elliott Management, fondato nel 1977 da Paul Singer, si inchina con 5,7 miliardi l’anno scorso, per un totale di 80 miliardi di asset e 59,5 miliardi di guadagni netti da sempre, conquistando il sesto posto senza troppa fatica.

Il grandioso giochino si traduce in una cifra astronomica: i top 20 hedge fund hanno fatto confluire nelle tasche dei loro investitori quasi un trilione – 926,5 miliardi per la precisione – di dollari netti dalla loro nascita, mentre il settore nel suo insieme si arricchisce indisturbato superando quota 2,37 trilioni.

Non aspettate svolte epiche o nuovi arrivati coraggiosi nella classifica più esclusiva della finanza mondiale, perché i grandi restano sempre gli stessi, incollati alle loro poltrone. Come sottolinea Sopher:

“Sorprendentemente non ci sono state novità nella top 20, e i leader si sono spostati poco, forse a testimonianza della tenacia e della tirannia dei giganti del settore. La maggior parte è guidata da manager dotati di un istinto imprenditoriale spietato che hanno dimostrato, nel corso dei decenni, di saper realmente far soldi per chi li segue.”

Dunque, benvenuti nell’incantevole mondo dove pochi scelgono in modo brillante di arricchirsi sempre più, mentre la marea di investitori comuni applaude e resta lì, a guardare e magnificare l’arte del guadagno senza pietà.

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