Che gioia di giornata! Il 15 gennaio 2026, presso la sontuosa sede di Unindustria a Roma, si è svolto un incontro dedicato a chi adora le lungaggini del diritto contrattuale: aziende metalmeccaniche alle prese con l’ennesimo rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). Un’occasione imperdibile per parlare, ascoltare e, ovviamente, meravigliarsi delle novità normative e economiche introdotte dall’ipotesi di accordo del 22 novembre 2025. Perché, si sa, più cambiano le regole e più resta intatta la nostra passione per il teatro delle decisioni aziendali.
Il protagonista indiscusso di questo raduno di cervelli è stato il Presidente della Sezione Meccatronica, Giorgio Klinger, che ha condotto con entusiasmo il confronto, accompagnato dal Direttore Generale di Federmeccanica, Stefano Franchi, e dal brillante Dirigente per le Relazioni Industriali, Antonio Pescosolido. Il trio d’assi ha snocciolato dati, clausole e aggiornamenti, apparentemente per svelare ai circa settanta imprenditori presenti un futuro scintillante (o almeno meno fumoso) per il settore.
Il gran ballo delle novità contrattuali
Ovviamente, l’annuncio delle novità normative è arrivato con quel tocco di realismo poetico che rende il momento unico: meno male che continuiamo a scrivere e riscrivere contratti, così da non perdere mai l’occasione di rifare tutto daccapo! L’aggiornamento del CCNL non poteva essere da meno, proponendo aggiustamenti che, a quanto pare, manderanno in fibrillazione le menti più audaci che cercano disperatamente di leggere tra le righe di questa ipotesi di accordo del novembre scorso.
Ecco quindi spiegati in modo dettagliato i cambiamenti che, secondo le aspettative degli organizzatori, dovrebbero facilitare la vita a chi già lotta con una burocrazia mastodontica, senza trascurare il solito incanto delle clausole scritte in linguaggio da criptovaluta: meno immediate, più enigmatiche e decisamente più intriganti da interpretare.
I protagonisti della mise en scène
Giorgio Klinger ha brillato nei panni del moderatore perfetto: calmo, distaccato, ma con lo sguardo di chi sa che tra una slide e l’altra, l’importante è far sembrare tutto essenziale e indispensabile. Al suo fianco, Stefano Franchi ha inciso con la sua autorevolezza da Direttore Generale, quasi a voler dirci che dietro quelle parole si cela una sapienza economica che solo pochi eletti possono comprendere davvero.
E come non menzionare Antonio Pescosolido? Regista delle relazioni industriali, ha saputo dipanare la matassa degli accordi con la calma di chi ha già visto di tutto e ha sviluppato l’arte della pazienza esasperata. I settanta eccezionali partecipanti hanno avuto il privilegio di partecipare a questa masterclass di saggezza metalmeccanica.
Quando la politica contrattuale incontra la realtà
Nella grande danza del rinnovo contrattuale, la vera ironia è che, nonostante le continue riformulazioni e rivisitazioni, il sistema sembra rimanere inchiodato a se stesso, un eterno ritorno dove tutto muta per non cambiare mai. Le aziende, rappresentate da un manipolo di manager e dirigenti, si riuniscono per discutere innovazioni che puntualmente si traducono in un gioco di equilibri da consumare tra vincoli, burocrazia e aspettative spesso disilluse.
In questa cornice, il rinnovo del CCNL appare più come un rituale consolatorio, utile a mantenere la pace sociale e a sventolare la bandiera del progresso, anche quando il progresso si riduce a un rincorrersi tra commi e sottosezioni di un contratto lungo quanto un romanzo russo. Per fortuna, le novità hanno almeno il pregio di far parlare e discutere, anche se probabilmente il futuro riserva alle imprese meccatroniche altro che solo questi aggiornamenti – magari finalmente un pizzico di concreto cambiamento.



