Bank of America scopre un potenziale boom del 40% in un titolo medtech che nessuno aveva notato

Bank of America scopre un potenziale boom del 40% in un titolo medtech che nessuno aveva notato

Che sorpresa! Gli analisti della Bank of America continuano a strapparsi i capelli per quanto riguarda Siemens Healthineers, prevedendo un potenziale rialzo degno di nota prima dell’annuncio dei risultati annuali del 5 febbraio. A quanto pare, il loro portfolio prodotti è così “accattivante” che un investitore healthcare non ha potuto fare a meno di farlo notare. Niente di meno che un obiettivo di prezzo fissato a 65 euro per azione, che sarebbe un modesto +38,4% rispetto ai 46,97 euro attuali. Un vero affare, no?

Gli esperti Julien Ouaddour e Anna Ratcliffe continuano a lodare l’azienda tedesca con parole del tipo “ciclo di prodotti senza precedenti” – forse un modo elegante per dire che hanno qualcosa di nuovo sotto il cappello, come terapie avanzate, CT con conteggio fotonico e l’attività in oncologia radioterapica gestita dalla loro sussidiaria Varian Medical Systems. Inoltre, sostengono che lo slancio del titolo sia sostenuto da crescita strutturale, inclusa l’ascesa dei radiofarmaci. Ma certo, chi non vorrebbe puntare su quell’ambito? Un vero goldmine in divenire.

Le azioni della compagnia con sede a Erlangen, in Baviera (niente di meno che una costola di Siemens AG dal 2017), hanno ottenuto un modesto +4,7% da inizio 2026, che arriva a un più brillante +6,4% nell’ultimo mese. Insomma, un successo da far sgranare gli occhi a qualsiasi investitore con il fiato corto.

Kaspar Hållsten, portfolio manager del fondo hedge svedese Rhenman & Partners, definisce addirittura Siemens Healthineers come una delle medtech large cap più attraenti d’Europa, citando il solito “compelling” portfolio e un pipeline a lungo termine di tutto rispetto. Secondo lui, la società potrebbe moltiplicare i propri guadagni col tempo e, perché no, raggiungere multipli più alti specialmente se gli investitori statunitensi si ecciteranno abbastanza da volerci mettere dentro pesante.

Ma, come sempre, le cose belle nascondono un po’ di nuvole. I problemi a breve termine esistono eccome. Lo scorso novembre, infatti, la Siemens AG ha venduto il 30% della sua quota, riducendo la partecipazione a circa il 37%, nell’ambito di un piano a lungo termine per deconsolidare la società. La Bank of America avverte che questa incertezza, unita a persistenti tariffe e pressioni sui cambi, potrebbe frenare il prezzo delle azioni e consumare i profitti, come se avessimo bisogno di altre complicazioni.

Hållsten ha definito il 2026 come “anno di transizione” per Siemens Healthineers, con sollievo “significativo” che, per essere precisi, non si vedrà prima della seconda metà dell’anno. Il problema maggiore? La circolazione limitata delle azioni e una struttura di proprietà molto concentrata, roba da far impallidire gli amanti della liquidità.

Anche se si ipotizza una possibile separazione delle azioni da parte di Siemens AG o una cessione dell’attività Diagnostics (che potrebbe aumentare la liquidità nel tempo), il destino e i tempi di questi eventi restano ancora un bel mistero degno di un thriller finanziario.

“Un aumento del flottante potrebbe provocare vendite temporanee prima di un interesse più ampio”, ha aggiunto Hållsten, avvertendo che la strada è tutt’altro che liscia e senza intoppi.

Però, non disperiamo: oltre l’anno della transizione, la dirigenza si è nuovamente promessa di garantire una crescita a doppia cifra degli utili rettificati entro il 2030. Peccato che questa ambizione futuristica non paghi immediatamente le bollette, ma almeno mantiene viva la speranza per i pazienti (investitori) a lungo termine.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!