Beh, finalmente un incontro che fa sognare: infrastrutture, soldi, e chiacchiere infinite sullo sviluppo delle imprese nelle aree industriali della provincia di Latina. Come sempre, a tavola siedono i soliti noti: il Commissario Straordinario del Consorzio Industriale del Lazio, Raffaele Trequattrini, e la Vice Presidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli. Nulla di meglio che discutere piani faraonici in una sala gremita, con una ventina di imprenditori pronti a sperare che qualcosa si muova davvero.
Presente anche la crème de la crème di Unindustria Latina, con la Presidente ad interim Tiziana Vona, il Presidente del Comitato Piccola Industria Lorenzo Civerchia, e il Vicepresidente con delega al consorzio Paolo Marini. Ovviamente a fare la loro porca figura il sindaco di Cisterna di Latina, Valentino Mantini. Una tavolata da cui ci si aspetterebbe chissà quali rivoluzionarie soluzioni industriali, e non solo il solito parlare.
L’evento, etichettato modestamente come “prima tappa”, inaugura il grande progetto “Voce alle Imprese”. Un nome roboante per un’idea semplicissima: ascoltare le imprese, capire cosa gli serve – roba che un bambino delle elementari capirebbe – e magari, chissà, fare qualcosa. O forse solo fare finta di fare qualcosa. Al momento, l’attenzione si concentra sulle aree di Cisterna e Mazzocchio, ma presto si estenderà a territori gloriosi come Sermoneta e Latina Scalo. Non vediamo l’ora.
Il sogno delle aree industriali: ascolto e… forse azione
L’obiettivo dichiarato è quello di affrontare “tematiche di maggiore rilevanza” per le aziende locali. In sostanza, mettere insieme gli imprenditori per sentirsi raccontare i loro problemi, sperando che qualcuno li risolva. Perché, si sa, nulla dice “sviluppo industriale” come infinite ore di confronto buttate nel vuoto, senza nessuna certezza se davvero le istituzioni si rimboccheranno le maniche.
Il più grande spettacolo della Regione Lazio e del Consorzio Industriale? Farci credere che davvero abbiano tutte le risposte pronte per esasperare la burocrazia e garantire agli imprenditori la “certezza dei tempi” delle autorizzazioni, come se fosse una magia. Invece, sappiamo tutti che c’è ben poco da stare allegri. Ma meglio fingere indifferenza, no?
Tiziana Vona, apparentemente entusiasta, ha perfino ringraziato il Presidente del Comitato Piccola Industria di Latina, Lorenzo Civerchia, per “l’impegno e la collaborazione costante”. Un applauso per un lavoro che a quanto pare si traduce in grandi promesse e zero risultati tangibili. Ma, ehi, ringraziare è gratis.
Non dimentichiamoci poi della magnanima presenza della Vicepresidente Angelilli e del commissario Trequattrini, che promettono di “avviare progetti per migliorare vivibilità e infrastrutture”. Certo, basta ascoltare la più classica delle formule politiche: molte parole, pochi fatti, e un grande alibi per rimandare.
Ah, e non poteva mancare il doveroso ringraziamento alla stimata azienda Stim, che ha avuto l’onore di ospitare la congrega delle buone intenzioni insieme ad una cinquantina di imprenditori forse un po’ scettici, ma comunque educati.
Paolo Marini, con fare da guru del consorzio, ci regala la chicca: “Il nostro obiettivo è aiutare l’Ente a crescere, consapevoli del suo potenziale”. Tradotto: il consorzio, questo sogno solido e unico, potrebbe forse un giorno garantire qualche squarcio di luce alla burocrazia impantanata della Provincia di Latina. Finora, però, abbiamo visto più sogni infranti che soluzioni.
Speriamo che il futuro riservi un Consorzio più forte, più efficace e – udite udite – “in costante ascolto delle esigenze”. Parole grandi, belle da sentire, ma i fatti? Quelli latitano da sempre.
Ah, ascoltare le imprese! Quel miraggio di democrazia partecipativa che ogni tanto riemerge dalle nebbie delle politiche industriali, tanto care a Raffaele Trequattrini, Commissario Straordinario del Consorzio Industriale del Lazio. Per fortuna lui c’è, a ricordarci che le decisioni si prendono non per bacchetta magica, ma dopo aver fatto quattro chiacchiere con le aziende – mica male come strategia, vero?
Per chi non lo sapesse, il nostro eroe Trequattrini ci illumina con dati dirompenti: nella provincia di Latina si stanno realizzando sette opere che bevono a piene mani da un fondo FSC, investendo la modica cifra di 9 milioni di euro. E sapete qual è la ciliegina sulla torta? Ben 2,2 milioni sono già stati rendicontati, mentre contratti dal valore complessivo di circa 7 milioni sono stati **già** sottoscritti. Quindi, avanti così, con un sistema produttivo che va a vele spiegate verso un futuro di infrastrutture efficienti e imprese super soddisfatte.
Inutile dire che questi incontri con le imprese sono la panacea di ogni male pubblico: servono a orientare gli interventi, a programmare progetti futuri e, naturalmente, a costruire strategie territoriali “realmente efficaci e condivise”. Quando senti frasi di questo calibro, vien da chiedersi se siano pronunciate al bar o nelle stanze del potere. Ma è proprio questo il bello!
Ah, un pensiero di gratitudine va a Unindustria che si prende la briga di organizzare queste piacevoli chiacchierate tra potenti e imprenditori. Dopotutto, senza di loro chissà come faremmo a scoprirlo che “ascoltare le imprese” è fondamentale.
La solida strategia di crescita della Regione Lazio
Un’altra stella nel firmamento è Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo sviluppo economico della Regione Lazio. Ci racconta di un rapporto costante con Unindustria, che ha portato – udite udite – a una strategia di crescita “condivisa e concreta”. Non un semplice auspicio o un desiderio ingenuo, ma un vero e proprio piano industriale regionale. Magnifico, non trovate?
E cosa bolle in pentola per il 2025? Grazie a un bilancio regionale finalmente più robusto, stretto in una stretta di mano con i fondi europei, la Regione ha destinato una cifra da capogiro: oltre 500 milioni di euro alle imprese. Una manciata di spiccioli, insomma, rispetto a quel che serve per far decollare il sistema produttivo territoriale, ma si sa, è la sostanza che conta. Anche perché, senza dimenticare il ruolo strategico del Consorzio Unico Industriale e della Zona Logistica Semplificata, si punta ad attirare investimenti freschi freschi come una brezza marina di primavera.
Insomma, un balletto di cifre, di incontri, di promesse e di strategie che fanno brillare gli occhi a chi crede nelle arti dello sviluppo economico regionale. Se poi tutto questo porterà a risultati tangibili o resterà carta straccia per meeting e comunicati stampa, è ancora tutto da vedere. Ma almeno il copione è ben scritto, e la recitazione è impeccabile.



