Unindustria Vona fa il miracolo e trova l’area industriale di Latina: tutti insieme a chiacchierare di rilanci che aspettano ancora un segnale vero

Unindustria Vona fa il miracolo e trova l’area industriale di Latina: tutti insieme a chiacchierare di rilanci che aspettano ancora un segnale vero

In un climax di efficienza tutta italiana, si è svolto un incontro tanto politico quanto utilissimo: parliamo del vertice promosso da Unindustria Latina presso l’azienda Stim a Cisterna di Latina. Argomenti caldi sul tavolo? Infrastrutture, finanziamenti pubblici, strumenti da mettere a disposizione delle imprese e, naturalmente, la sacra Zls – Zona Logistica Semplificata – ovvero il santuario logistico in cui ogni imprenditore spera di trovare sollievo.

Inutile negare: l’importanza di una logistica efficiente e della certezza nei tempi per le autorizzazioni è un mantra ormai trito e ritrito, ma che continua a suonare come una sinfonia lontana nella realtà delle nostre aziende, dove le attese si allungano più delle montagne russe del parco divertimenti più vicino.

Per la platea di Unindustria Latina, a rappresentare il carrozzone dell’industria locale, abbiamo assistito all’intervento di Tiziana V., presidente ad interim. Il voto unanime? Sembra che tutti concordino sul fatto che i nodi da sciogliere siano tanti, lasciando tuttavia lo spettatore a chiedersi: ma la soluzione arriverà mai o si continuerà a premere play sulla stessa vecchia traccia?

Infrastrutture e finanziamenti: la coperta corta dell’industria

Il pezzo forte della discussione sono stati i finanziamenti. Ovvero, quei fondi che dovrebbero magicamente trasformare le aziende da crisalidi in farfalle di successo internazionale. Peccato che, come di consueto, arrivino tra mille difficoltà burocratiche, se arrivano, e spesso risultino impigliati in una ragnatela di normative che solo un funambolo della pubblica amministrazione potrebbe districare senza farsi annientare.

Chiaramente, la Zls viene celebrata come l’elisir di lunga vita per l’industria locale: un’area speciale con procedure “semplificate”. Una semplificazione che, però, sembra più una leggenda metropolitana, visto che imprenditori e stakeholder continuano a lamentare tempi biblici e montagne di carta, perfino all’interno di questa tanto decantata zona.

Logistica e tempi certi: la chimera dell’efficienza

Parliamo poi della logistica. Fondamentale, la logistica. Senza una catena di distribuzione che funzioni, puoi avere anche il miglior prodotto al mondo, ma finirà per ammuffire in magazzino. Ed è proprio qui che risiede la beffa: mentre tutti gli attori che partecipano al tavolo rilanciano il valore di una logistica snella e tempestiva, sul campo la realtà somiglia più a una partita a ping pong tra enti e uffici, dove la palla è rappresentata dai permessi e le pause sono interminabili.

Ancora una volta, la promessa di “tempi certi per le autorizzazioni” sembra più una favola che una politica concreta. E mentre qualcuno si illude che basterebbe una spintarella (forse un buon caffè) per far ripartire tutto, le imprese devono invece armarsi di pazienza e ironia.

Parlare di sviluppo imprenditoriale e infrastrutture senza una base solida di certezza burocratica è come costruire castelli di sabbia in riva al mare: appena arriva la marea, tutto si sgretola, e ci si ritrova al punto di partenza, a discutere di nuovo del solito problema senza che nulla sia cambiato.

Conclusioni da una riunione tanto promettente quanto prevedibile

In definitiva, l’incontro organizzato da Unindustria Latina si conferma un eccellente esercizio di stile: tante parole altisonanti, numerosi punti elencati e nessuna soluzione concreta all’orizzonte. Si tira l’acqua al proprio mulino – o per meglio dire, si cerca di affondare l’acqua in maniera simpatica – mentre l’industria locale attende quel miracolo chiamato “supporto reale e interventi efficaci”.

Un gioco di equilibrio tra burocrazia e voglia di crescere, tra promesse di semplificazioni e l’infinita attesa di risposte che non arrivano mai. Insomma, un film già visto, con attori sempre gli stessi e copione immutato, in cui l’elogio della Zls diventa – volenti o nolenti – la più grande commedia tragicomica del nostro territorio.

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