Benvenuti nel magico mondo delle semplificazioni inutili, dove l’apparente facilità d’invio delle richieste per l’autoconsumo diffuso si traduce in una serie di dimenticanze burocratiche degne di un romanzo kafkiano. Finalmente, non serve più fornire le informazioni più basilari tipo indirizzi, date di nascita, o riferimenti catastali; perché, si sa, chi ha bisogno di precisazioni minuziose quando si tratta di connessioni energetiche?
Non solo, ora i nostri eroi operatori hanno a disposizione potenti strumenti per controllare da soli chi ha diritto a che cosa, fin da quando compilano le loro richieste. Quindi, preparatevi a diventare tuttologi dell’autoconsumo, con la possibilità di verificare titolarità, appartenenza alla stessa cabina primaria, o addirittura se esiste un contratto di Scambio sul Posto. A chi non piacerebbe? Ovviamente, ogni dettaglio è meticolosamente spiegato nella “Guida all’applicazione SPC” e nelle “Guide Interattive”, per non smarrirsi in questo labirinto di pratiche facilitanti.
Trasferimento di titolarità nei progetti PNRR M.7 I.17: bollettino di guerra burocratica
Il GSE ha deciso di aggiornare i moduli DSAN (Dichiarazioni Sostitutive di Atto Notorio) per chi desidera trasferire la titolarità dei progetti finanziati dal programma M.7 I.17 dedicato all’efficientamento dell’edilizia pubblica residenziale. Nel frattempo, per non perdere il ritmo, la gestione delle richieste di cambio titolarità si fa tramite posta elettronica certificata — perché il Portale non è ancora pronto per funzionalità complete, e chissà quando lo sarà. Insomma, passateci il codice della pratica e la solita scritta da ufficio notarile in oggetto, che il gioco è fatto… o quasi.
Se la burocrazia vi sembra un labirinto, nessun problema: il GSE accompagna ogni passo con un bel manuale utente e FAQ che vi faranno domandare perché mai convenga stare dall’altra parte della scrivania.
Estensione dei termini per i sistemi di teleriscaldamento: un regalo di Natale fuori tempo massimo
Quando si tratta di scadenze, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ci regala sempre una sorpresa: pubblicando il Decreto n. 391 del 28 ottobre 2025, ha prorogato fino al 31 agosto 2026 il termine per completare i progetti di teleriscaldamento iniziati nel quadro dell’Investimento 3.1 della Missione 2 del PNRR. Notate la puntualità: inizialmente la scadenza era fissata al 31 marzo 2026, ma evidentemente lasciare tutto all’ultimo momento è diventata ormai prassi consolidata.
Un’estensione che di fatto concede altri mesi per rimanere aggrappati alla burocrazia italiana, mentre i cittadini attendono impazienti che quelle stazioni di riscaldamento collettivo diventino finalmente operative.
“Parco Agrisolare”: un investimento da favola per alimentare la transizione verde, ma solo con i soldi pubblici
Al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste devono ammettere una cosa: bisogna investire tanto, ben 789 milioni di euro, affinché il settore agricolo e agroindustriale smetta di respirare gas serra e inizi a trasformare ogni tetto produttivo in una centrale fotovoltaica. Così il bando “Parco Agrisolare” si inserisce nella fantasmagorica Missione 2 del PNRR, quella dedicata alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica.
Un progetto goloso che finanzia impianti fotovoltaici su tetti agricoli, con la speranza che il sole possa finalmente diventare più di una metafora e meno un messaggio pubblicitario. Nel frattempo, attendiamo di vedere chi avrà la pazienza di districarsi tra i soliti labirinti burocratici per aggiudicarsi questi fondi.
MiC e la cultura in versione “work in progress”: una campagna social per raccontare i cantieri
Il Ministero della Cultura (MiC) ha calibro e tempismo “perfetti”: ha lanciato la campagna social “Cultura in costruzione”, che racconta i cantieri PNRR dedicati a valorizzare la bellezza sparsa dell’Italia. Un’operazione pubblicitaria che abbraccia tanto i grandi centri urbani quanto i piccoli Comuni periferici, perché nulla dice “rivoluzione culturale” come le foto di impalcature e reti di sicurezza.
Insomma, più che una promessa di rinascita culturale sembra un invito a tenere duro mentre aspettano che l’arte si costruisca, letteralmente, a suon di cemento e ferri.
PNRR e scuole: megapremio per chi non cambia dimensioni
Gli istituti scolastici statali che vogliono assaporare il fondo riservato all’“Abilitazione al Cloud per le PA Locali” devono spedire domanda entro il 23 gennaio 2026. Ma attenzione, non tutte le scuole sono ammesse: solo quelle che funzionano ancora nei loro confortevoli confini territoriali e che non devono vedersela con le tanto amate procedure di dimensionamento scolastico.
Dunque, niente confusione, niente fusione: o sei una scuola stabile e indipendente, o il finanziamento è un miraggio. Ma, certo, il tutto condito dallo svantaggio dietro l’angolo di risorse potenzialmente terminate prima del tempo. Che brivido!
Sociale e infrastrutture comunitarie: anticipazione fondi a… sorpresa
Il Decreto n. 317/2025 ha deciso di muovere 13,03 milioni di euro in favore di alcuni Soggetti Attuatori per i progetti definiti ex PNRR M5C3, dedicati a potenziare i servizi sociali e le infrastrutture comunitarie. Ovviamente, questa delibera è stata magistralmente inserita nella sezione “Provvedimenti di attuazione”, dove nessuno la cerca, ma dove si decidono spostamenti di fondi che potrebbero migliorare vite e territori.
Un piccolo anticipo, un primo getto di carburante, in attesa che la macchina PNRR decolli o almeno faccia finta di farlo.



