Rolls-Royce vola alle stelle tutto il 2026 e noi ancora a chiederci come sia possibile

Rolls-Royce vola alle stelle tutto il 2026 e noi ancora a chiederci come sia possibile

Ah, Rolls-Royce, quel piccolo gioiellino delle autostrade aeree e belliche che quest’anno ha deciso di regalarci l’ennesima sequenza di record azionari. Ogni singolo giorno di borsa è sembrato una festa: come non esser felici quando i profitti arrivano da ogni angolo, dalla difesa alla produzione di sistemi energetici fino a un FTSE 100 che si diverte a salire senza motivo apparente? Un vero spettacolo di strategia e fortuna, deciso a dimostrare come un titolo possa diventare il re dell’ascesa con un sano mix di caos mondiale e affari ben piazzati.

Se pensate che tutto ruoti attorno alla difesa, complimenti, avete colto solo metà della storia. Certo, il titolo ha guadagnato quasi il 1200% negli ultimi cinque anni grazie a quella componente, e quest’anno ha messo a segno un +10% da batticuore, ma non è un campione imbattuto. Nel giro del continente, Rheinmetall, Leonardo, Saab e BAE Systems fanno ancora la voce grossa, soprattutto quando il teatro geopolitico si fa incandescente, come ama tanto la finanza.

Ovvio che il 2026 abbia portato brio nel settore difensivo: un’inarrestabile America si è addirittura lanciata in una sortita contro il Venezuela per fare un po’ di… turismo politico? L’arresto di Nicolás Maduro e i tentaativi strampalati di Donald Trump di annettersi la Groenlandia sono roba da film, ma sulle borse hanno avuto l’effetto di un colpo di cannone nel cuore degli investitori.

Non solo cannoni: la vera forza sta altrove

Ma chi pensava che Rolls-Royce fosse solo una società di armi, sorpresa! Solo un modesto 25% delle sue entrate deriva dalla difesa, e in tempo reale quella divisione ha appena sfiorato una crescita sottotono nel suo ultimo semestre. Quindi, dov’è la magìa? Nella sua divisione di power systems: motori per navi, sottomarini, e – rullo di tamburi – data center. Sì, proprio quelli che tengono in piedi l’Internet che usiamo mentre sbuffiamo al prezzo della benzina.

Helen McCabe, la CFO, ha spiegato con una certezza ironica a “Squawk Box Europe” di luglio:

“Curiosamente, a breve termine l’impatto della crescita difensiva non si vede nel ramo difesa, ma proprio in power systems, che segue cicli governativi più rapidi, soprattutto nella difesa terrestre e navale.”

Nel frattempo, quel gioiellino dei data center sta sprigionando un potenziale da urlo, con nuovi ordini balzati a +85% rispetto all’anno precedente. Insomma, chi l’avrebbe detto che la tecnologia dietro i server potesse diventare il nuovo Sharpe del portafoglio?

Un volo a lungo termine con qualche zavorra

Il segmento più mastodontico di Rolls-Royce è però l’aerospaziale civile, quello che produce motori per Boeing e Airbus, che però è una sorta di fenice che risorge. Secondo l’analista Ian Douglas-Pennant di UBS, la storia da seguire è il lungo percorso di ristrutturazione e crescita sostenuta di questa divisione, che ha giustificato un rialzo del target price da 1.350 a 1.625 pence, segno che almeno qualcuno con gli occhiali da esperto ci crede sul serio.

Le stime di crescita per il fatturato da generazione energetica sono passate da un modesto 20% a un audace 26% entro il 2028, merito soprattutto delle vendite dei data center, che si porta dietro incrementi di profitto (EBIT) fino al 60%. Altro che prezzi gonfiati dalla guerra, qui si gioca sul lungo periodo con numeri da manuale.

Oh, e non dimentichiamo la nuova frontiera: a giugno Rolls-Royce ha ottenuto il sostegno del governo britannico per costruire il primo piccolo reattore nucleare modulare del Regno Unito. In pratica, non si limita a fare motori, si proietta in quel futuro scintillante dove l’energia pulita (o almeno così ci dicono) sarà la gallina dalle uova d’oro.

Ma attenzione agli entusiasmi troppo sfrenati

Prima di fiondarsi a comprare azioni come se non ci fosse un domani, è giusto notare che il prezzo delle azioni riflette un rapporto prezzo/utili (P/E) piuttosto audace: sopra 36 per i prossimi 12 mesi, decisamente più alto rispetto alla maggior parte dei concorrenti. Tradotto: le aspettative sono altissime e la pazienza degli investitori sarà messa a dura prova se i risultati non confermeranno l’entusiasmo.

Gli occhi sono tutti puntati al 26 febbraio, data in cui sono attesi i risultati annuali, e a eventuali nuovi dettagli sul programma di riacquisto azionario annunciato lo scorso dicembre. Tra record storici e tensioni geopolitiche, Rolls-Royce continua la sua danza tra opportunità e rischi con la grazia di un elefante su una pista di ballo.

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