La compagnia che gestisce la rete, Stromnetz Berlin, ha provato a fare l’eroe restituendo almeno un po’ di corrente a 10.000 utenze e 300 attività proprio a Lichterfelde. Ma il resto – si parla di 35.000 case e 1.900 aziende – resta fantasma elettrico fino a giovedì pomeriggio, perché – guardacaso – proprio in questi giorni nevica e fa un freddo che taglia il fiato. Gran tempismo.
E chi è il geniale autore di questa performance da Premio Nobel per il disastro? Nessun attore anonimo: una simpatica formazione di estremisti di sinistra che si fa chiamare “Vulkangruppe” (Il Gruppo Vulcano). Per loro, si tratta di una specie di biglietto d’addio rivolto al capitalismo fossile, con lo scopo di rallentare la macchina infernale dell’industria del petrolio e, guarda un po’, della tecnologia legata all’intelligenza artificiale. Certo, un modo estremamente civile e costruttivo di manifestare.
Da qualche parte in Rete, sono anche comparsi loro comunicati che rivendicano la “gloria” dell’incendio. Però nessuno ha potuto verificare l’autenticità, e questo solo aggiunge un tocco di mistero da film di serie B a tutta la faccenda.
Iris Spranger, la ministra degli interni di Berlin, non ha esitato a definire la situazione con il termine più politically correct che si possa immaginare.
“L’attacco sprezzante alla nostra rete elettrica non è stato estremismo di sinistra. Questo è stato terrorismo di sinistra e va chiamato con il suo nome.”
“In questo caso, la messa in conto del danno collaterale a vite umane ed incolumità delle persone a #Berlin è stata volontaria.”
Insomma, non proprio una bella pubblicità per i paladini dell’ambiente che però non hanno certo pensato troppo alle conseguenze sulle persone comuni. Anzi, sembra quasi che fare le cose davvero pericolose sia stato l’obiettivo principale.
Il blackout ha paralizzato pure strade e attività, bloccando anche l’accesso a una stazione di servizio chiusa, perché senza elettricità non si va da nessuna parte, nemmeno per fare il pieno. Sembra davvero il copione di un film apocalittico, ma purtroppo è tutto reale.
E attenzione, non si tratta di un episodio isolato. Solo qualche mese fa, un altro attentato simile sempre a base di incendi dolosi ha lasciato senza corrente circa 50.000 nuclei familiari a sud-est della città. E per coloro che pensano sia una novità, la Vulkangruppe aveva già firmato il blackout che ha colpito il gigantesco impianto della Tesla vicino a Berlin nel 2024, costringendo la compagnia di Elon Musk a sospendere la produzione temporaneamente. Un vero capolavoro di efficienza nel sabotaggio industriale.
Ovviamente, l’auspicio di tutti è che il riscaldamento globale finisca prima che questi arresti cardiaci energetici ci lascino definitivamente al freddo. Ma nel frattempo, meglio tenersi pronta la candela – o magari una stufa a legna, visto che la corrente non arriva.



