Che dolcezza, siamo nel pieno della stagione dei bilanci e Tiziana Vona, presidente di Unindustria Area Sud, non potrebbe essere più raggiante. Secondo lei, l’ultimo anno è stato un vero e proprio festival di innovazione e risultati strabilianti. Ovviamente, tutto ciò condito con la solita dose di grandi “scommesse” che nessuno le ha chiesto, ma che fa sempre tanto scena.
Non avrebbe potuto perdere l’occasione di farci sapere che è andata a trovare personalmente le aziende sparse qua e là nell’area sud, quella che include le scintillanti città di Aprilia e Pomezia. Un tour all’insegna della “vicinanza” per comprendere meglio i drammi quotidiani degli imprenditori locali. Pare che questa esperienza sia stata per lei una crescita personale e, ovviamente, ha avuto l’effetto di uno stimolante cocktail morale per i business della zona, a cui è stato regalato un po’ di sostegno in un periodo, ehm, diciamo, “delicato”.
Da vicino si vedono meglio le crepe. Ed è proprio grazie a questo contatto “viscerale” che è stato possibile scovare le criticità più urgenti e urgentissime da affrontare. Nonostante ci sia ancora tanto da spartire con la realtà, a detta di Vona, ogni singolo sforzo fatto sta rendendo giustizia sotto forma di fiducia e aprendo scenari più rosei di quelli soliti – fra l’altro, un miracolo visto il contesto.
Il Lazio in cima alla classifica… o quasi
Accanto alla rossa madrina Vona si erge, come una sentinella dell’ottimismo, la direttrice dell’Area Comprensionale di Aprilia, Rosalia Martelli. Dalle loro elucubrazioni sul Piano Industriale 2025 emerge che il Lazio è niente meno che la seconda regione italiana per PIL con un misero 11% del totale nazionale – un primato che ci fa balzare sulla sedia, quasi avessimo superato la potente e tutto sommato più virtuosa Lombardia.
Non meno interessante il dato sulle 160 mila aziende attive, un 10% dell’intero paese. “Siamo all’avanguardia tecnologica”, dice Vona, senza però specificare che siamo “estremamente competitivi” con il Nord, a patto di ignorare ancora la lunga fila di problematiche che sotto il tappeto non ci entrano più.
Naturalmente, la parola d’ordine è “Intelligenza Artificiale”, perché niente dice “futuro” come un ovvio interesse per i robottini e algoritmi vari. Si ammette qualche problemino strutturale, ma bisogna riconoscere che almeno le “zone logistiche semplificate” (attese con ansia) faranno sentire la loro presenza – quando mai, poi, chissà quando.
Attualmente si aspettano ancora le ultime direttive, come fosse una puntata di una serie estenuante da binge-watchare senza poter mai saltare gli spot.
Infrastrutture? Burocrazia? Che divertimento!
Ma non è tutto oro quello che luccica nella Zona Sud. Le care, vecchie criticità sono ancora lì, pronte a farsi beffe delle promesse: infrastrutture inadeguate per muovere merci e persone in modo decente, e una burocrazia che più che una castiga, è una trappola. La presidente non ha paura di dirlo chiaro e tondo: “La burocrazia rende tutto ancora troppo difficile”. Traduzione: l’ostacolo principale alle vostre idee geniali è un sistema che assomiglia più a un labirinto senza uscita.
E scommettiamo quanto tempo ci vuole da quando un imprenditore ha un’idea fresca a quando quella stessa idea si trasforma in realtà? Tanto, anzi, così tanto da farla diventare vecchia e superata. Ma nessuno si preoccupi, perché si stanno “lavorando” per cambiare questa meraviglia di sistema. Si consideri poi la bretella Cisterna-Valmontone, un progetto titanico che – se solo mai partirà – darà un senso a tutto questo tanto attendere.
Che sollievo sapere che i cantieri “presto” si toccheranno con mano, anche se “presto” in politica vuol dire tutto e niente.
Speranze e promesse: la solita litania istituzionale
Perché tutto ciò funzioni, dicono, è cruciale il feeling tra le aziende e le istituzioni: quella vecchia farsa in cui le prime chiedono attenzioni e le seconde promettono non si sa bene cosa, ma sempre con un sorriso pronto e una stretta di mano. La chiusura di Vona è una perla di realismo istituzionale, adatta alla scena di teatro che stiamo vedendo:
Tiziana Vona said:
“Il nostro auspicio è che questa fase critica delle istituzioni finisca al più presto. Noi siamo qui, pronti a collaborare come sempre. Finora abbiamo fatto il nostro dovere e lo faremo ancora: vogliamo il meglio per le nostre aziende.”
Per concludere, sappiate che dietro a queste dichiarazioni c’è la solita immutabile promessa di impegno e dedizione, che come tutte le promesse, finirà probabilmente sepolta sotto montagne di carta e attese infinite. Ma, hey, almeno ci hanno provato.



