Ecco come il governo del 2025 decide che le perdite fiscali si trasformano in un gioco con i proventi esenti — preparatevi allo spettacolo dell’incoerenza normativa

Ecco come il governo del 2025 decide che le perdite fiscali si trasformano in un gioco con i proventi esenti — preparatevi allo spettacolo dell’incoerenza normativa

Che sorpresa straordinaria: i contributi ricevuti, purché dedotti in maniera ortodossa insieme a tutte le altre spese negative, sembrano non avere nulla a che fare con l’ammontare delle perdite fiscali che si possono riportare. Eh già, queste perdite si determinano con la seriosa applicazione dell’articolo 84 del TUIR, a meno che le norme che li hanno istituiti non dicano altro. Insomma, il solito grattacapo giuridico per quelli che si divertono a giocare con le carte bollate del fisco.

In parole povere, se spulciamo gli articoli, i contributi non dovrebbero soffiare un soffiolo all’entità delle perdite che si possono portare avanti per pagare meno tasse. Come se qualcuno si aspettasse chissà quale regalo. Ma attenzione: esiste sempre quella clausola magica, nascosta come una trappola in un labirinto di leggi, che dice “a meno che le norme istituitive non prevedano altro”.

Come districarsi nella giungla delle deduzioni fiscali

Il codice fiscale è un po’ come quel vecchio amico complicato che non sai mai se ti vuole bene o ti sta fregando. I contributi, ad esempio, possono essere un affare o un incubo, a seconda di come vengono accolti dalla legislazione che li regola. Se la norma istitutiva li concede come qualcosa di speciale, allora potrebbero modificare il calcolo delle perdite fiscali riportabili. Ma se non la dice esplicitamente, allora niente da fare, torniamo al metodo classico, rigoroso e senza sorprese.

È un sistema che lascia spazio a interpretazioni più o meno fantasiose e, ovviamente, regala l’ennesima occasione per rivolgersi a consulenti fiscali, pronti a sventolare pareri a pagamento che dovrebbero “fare chiarezza”. Una vera e propria festa di contraddizioni, insomma.

I contributi: benefattori fiscali o semplici comparse?

Chiunque lavori nel settore fiscale conosce bene il tormentone: i contributi percepiti sembrano quelli che tutti vorrebbero, ma poi quando arriva il momento di far quadrare i conti con il fisco, ecco che non influenzano minimamente la composizione delle perdite fiscali.

Quindi, non abbiate aspettative. Se avete ricevuto contributi e pensate che possano magicamente ingrossare le perdite da portare a nuovo e risparmiare fior di soldi su tasse future, temo che la realtà vi deluderà. A meno che la legge che ha istituito quei contributi non sia più generosa o complicata del solito. Nel qual caso, complimenti, avete vinto il jackpot burocratico.

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