I grandi strateghi del Parlamento europeo in visita a Nicosia prima della presidenza cipriota dell’Ue: missione diplomatica o solo un altro giro di gala?

I grandi strateghi del Parlamento europeo in visita a Nicosia prima della presidenza cipriota dell’Ue: missione diplomatica o solo un altro giro di gala?
Cipro prenderà nelle proprie mani – con sommo onore e responsabilità – la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Nel frattempo, come si conviene in queste occasioni di grandissimo rilievo continentale, si susseguono incontri istituzionali che promettono di essere illuminanti quanto una riunione condominiale su chi deve portare fuori il cane.

La delegazione del Parlamento Europeo, guidata dalla sua intramontabile Presidente Roberta Metsola, si appresta a visitare la magnifica isola mediterranea per una serie di consultazioni con il Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, i membri del Consiglio dei Ministri e persino con la Presidente della Camera dei Rappresentanti, Annita Demetriou. Non mancheranno certo le chiacchierate con i capi o rappresentanti dei partiti politici in Parlamento, perché cosa sarebbe una visita ufficiale senza quell’aria di amichevole confronto che tanto piace ai protagonisti della politica?

Ovviamente, tutto questo trambusto ha un unico obiettivo dichiarato: tracciare le priorità per i sei mesi in cui Cipro guiderà la nave dell’Unione Europea. Una nave che, tra burocrazia da tagliare, frontiere da gestire e allargamenti da sognare, sembra più una giostra in corsa che un modello di efficiente cooperazione politica.

Roberta Metsola non perde tempo e preannuncia con grande entusiasmo:

Cipro prende il timone dell’Europa in un momento di cambiamenti rapidi e aspettative altissime dai cittadini. Dall’eliminazione della burocrazia per le imprese all’allargamento e alla risoluzione delle sfide migratorie, l’Europa è in movimento e Cipro guiderà questa dinamica. Non vedo l’ora di lavorare con il Presidente Christodoulides e la Presidenza cipriota. Questa visita ne è la prova.”

Insomma, una dichiarazione tanto solenne quanto, diciamo, perfettamente in linea con il tradizionale linguaggio di chi vuole far credere che tutto fili liscio quando, in fondo, sappiamo che sarà più una gara a chi riesce a non far naufragare tutto.

Come da copione, a seguire l’incontro istituzionale, ci sarà persino una conferenza stampa alle 19:15 ora locale, perfettamente destinata ad essere trasmessa in diretta streaming per il piacere degli impavidi spettatori appassionati di retorica indecifrabile e promesse sussurrate tra un sorso d’acqua e l’altro.

Non è finita qui: Metsola e il suo corteggio parteciperanno anche a un dialogo con degli studenti il 2 dicembre alle 10:35, perché nulla dice più “politica partecipata” di un bel faccia a faccia con le nuove leve, assortite da sogni di cambiamento e realtà di protocollo.

Il rito della Conferenza dei Presidenti

Per chi non lo sapesse, la Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo è quella super assemblea composta dal Presidente del Parlamento stesso, dai leader dei gruppi politici e da un rappresentante senza diritto di voto dei membri non iscritti. Il loro compito? Organizzare e coordinare i lavori del Parlamento, insomma, far finta che tutto sia perfettamente armonico e sotto controllo.

Tradizionalmente, questa conferenza si sposta nel paese che si appresta a prendere per sei mesi la presidenza del Consiglio UE, proprio come nel caso di Cipro, per rimarcare che tutti sono più o meno d’accordo sugli “obiettivi comuni” e per dimostrare che i governi non sono soli nella loro lotta quotidiana contro la burocrazia europea e le sfide migratorie.

D’altra parte, cosa sarebbe l’Unione Europea senza il solito rituale di passaggio delle consegne, con tanto di strette di mano, sorrisi ampi e annunci pomposi che ci ricordano ogni volta che “l’Europa è una”, anche quando sembra più un cantiere aperto senza capo né coda?

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