Donne manager nel Lazio: il fantomatico asso nella manica che cambierà le regole del gioco

Donne manager nel Lazio: il fantomatico asso nella manica che cambierà le regole del gioco

A Roma, in un incontro sicuramente destinato a cambiare le sorti del mondo imprenditoriale – o almeno così ci piace pensare – si è svolto l’evento “Donne d’Impresa – Start up, Leadership e Visione al Femminile”, gentilmente offerto da Unindustria in collaborazione con Invitalia. Naturalmente, tutto perfettamente incastrato nella XXIV Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria. Il tema? Nientemeno che “Raccontare l’intraprendenza. Per far crescere imprese aperte e connesse”, perché se c’è una cosa che amiamo vedere, è l’ennesima celebrazione dell’imprenditoria femminile, giusto prima di passare al prossimo cliché luccicante.

L’evento si è trasformato in una sorta di parata fra istituzioni, imprese e le ormai immancabili protagoniste dell’ecosistema femminile dell’impresa. Tra startup da sogno, leadership che risuona come un disco rotto e una strategia che pare uscita da un manuale anni ’70, la giornata ha offerto un ricco cocktail di testimonianze, innovazioni, e soprattutto tanta, tantissima visione strategica in salsa rosa. Insomma, un coro corale – perché “uno” non bastava – che ha naturalmente insistito sull’importanza fondamentale del contributo delle donne nello sviluppo competitivo del Paese. O almeno così ci dicono.

Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria, ha infine alzato il sipario sulla portata rivoluzionaria dell’imprenditoria femminile, che a quanto pare è “una delle forze più innovative e strategiche del nostro sistema produttivo”. In un impeto di entusiasmo istituzionale ha messo in fila dati scelti ad arte: il Lazio si piazza tra le sei regioni italiane top per imprese femminili e secondo posto per donne dirigenti. Naturalmente, niente è lasciato al caso: l’obiettivo è chiaro, aumentare la presenza femminile nel tessuto produttivo per “rendere tutto più competitivo, aperto e inclusivo”. Continuando, ovviamente, a sostenere questa rivoluzione con megainiziative, connessioni in rete e strumenti “concreti”, perché parole come queste suonano sempre davvero solide.

Luigi Gallo, l’uomo che dall’alto di Invitalia gestisce incentivi e innovazione, ha fatto la sua parte non dimenticando i numeri da urlo: “Negli ultimi tre anni abbiamo supportato ben 5.500 imprese femminili. Non male, vero?” ha sottolineato con la delicatezza di uno spot pubblicitario. L’obiettivo è, fortunatamente, formare una nuova generazione di donne manager e imprenditrici, pronte a guidare “realtà aziendali sostenibili, innovative e competitive”. Tra un programma e l’altro, Imprenditoria Femminile e MIMIT (un acronimo che comunque fa figo), si lavora senza sosta per potenziare le competenze e aumentare la presenza femminile nei piani alti del mercato lavorativo. Un’impresa titanica, non c’è che dire.

Un cast stellare di superdonnastri

Non potevano mancare le solite e immancabili presenze illustri, firmate e finanziate da chi nel mondo dell’impresa femminile ci nuota da anni con la posa fissa da influencer istituzionale. Tra tutti, spiccavano la Valentina Picca Bianchi, Presidente del Comitato Impresa Donna presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Micaela Pallini, Presidente & CEO di Pallini (giusto per ricordare che dietro c’è un’azienda reale, contenti?); Clara Fraticelli, Consigliere della Società Italiana Trasporti e gran cerimoniere di Unindustria. E certo, non potevano mancare le ragazze d’oro del consiglio direttivo piccoli industriali e startup, da Cristina Di Serio, CFO di Azimut alla giovanissima Matilde Eloisa Pitorri, CEO delle Antiche Fonti di Cottorella nonché Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria Rieti. La squadra è completata da Virginia Gullotta, AD di Pezzilli & Company e vice presidente dei giovani imprenditori, così come da Rebecca Abigail Autorino e le sue dinamiche imprese sociali in ambito fertilità, senza dimenticare le startup di sorellanza solidale di Aurora Caporossi e Chiara Montaldi.

Insomma, una vera festa dell’ottimismo imprenditoriale al femminile, pronta a distruggere stereotipi e a illuminare un futuro dove, dalle città storiche alle start up più improbabili, tutto è possibile. O almeno così stanno cercando di farci credere, tra un applauso e una promessa ultra-ambiziosa.

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