Europa in un campo di battaglia dominato dall’intelligenza artificiale sia ancora un sogno lontano, destinato a richiedere un decennio per essere realizzato. A confermarlo, niente meno che il CEO di Airbus, Guillaume Faury, il quale, come un padre impaziente, continua a rimarcare la lentezza esasperante con cui l’Europa cerca di mettere insieme i pezzi del suo nuovo “cloud di combattimento”.
Questa brillante invenzione chiamata “combat cloud” dovrebbe permettere agli eserciti europei di scambiarsi dati vitale tra satelliti, carriarmati, aerei da combattimento, elicotteri e persino oggetti misteriosi a terra. Pietra angolare del futuristico Future Combat System, questo progetto non solo promette di rivoluzionare le comunicazioni, ma in teoria dovrebbe anche sfornare un nuovo caccia e dei “portatori remoti” per il sostegno aereo. Peccato che siamo ancora alla fase in cui le “protocolli per scambiare dati” tra queste meraviglie della tecnologia siano «ancora piuttosto limitati».
Guillaume Faury ha detto durante una chiacchierata al Adopt AI conference di Parigi:
“Stiamo già connettendo digitalmente gli oggetti, esistono protocolli per lo scambio dati, ma sono ancora così ristretti che non si può parlare di una rete dove tutto è connesso come nel cloud.”
Traduzione: preparatevi ad aspettare una decade, forse persino una e mezza, prima di arrivare al livello desiderato. Ma nonostante tutto, i progressi incrementali di integrazione sono già in corso. Fantastico, vero? Praticamente stiamo osservando l’idea di “connettersi” in slow motion. Nel frattempo, la competizione coi colossi americani e cinesi resta un miraggio.
Faury non nasconde la propria frustrazione, fomentata dall’invasione russa in Ucraina nel 2022, che ha acceso finalmente la miccia per una collaborazione difensiva europea più incisiva. Ottobre ha visto l’accordo tra Airbus, Leonardo italiana e Thales francese per unire i rispettivi progetti spaziali, con il nobile obiettivo di creare un leader europeo capace di mettere i bastoni fra le ruote a giganti come lo Starlink di Elon Musk. Il tutto per sostenere le infrastrutture essenziali di oggi: telecomunicazioni, scienza e sicurezza nazionale.
Nel frattempo, proprio questa settimana, Leonardo dovrebbe svelare un progetto da fantascienza: uno scudo missilistico guidato da AI, chiamato ‘Michelangelo Dome’, che promette di connettere ogni tipo di equipaggiamento e piattaforma in un’unica rete di difesa.
Faury ha espresso grandi aspettative sull’alleanza a tre punte tra Airbus, Leonardo e Thales, auspicando che possa davvero “alimentare l’innovazione e sostenere investimenti adeguati in Europa, per l’Europa e persino per il resto del mondo”.
Insomma, mentre il mondo corre verso battaglie ultra-digitalizzate, l’Europa, dopo aver discusso e firmato protocolli di intesa, continua a tenere il passo a passo tipico di una lunga passeggiata nel parco, sperando che il suo “cloud di combattimento” non si trasformi in una nuvola di fumo.



