Borsa europea in tilt tra STOXX 600 e DAX mentre Nvidia fa il bello e il cattivo tempo

Borsa europea in tilt tra STOXX 600 e DAX mentre Nvidia fa il bello e il cattivo tempo
Nvidia. Secondo IG Group, l’indice FTSE 100 del Regno Unito dovrebbe schizzare dello 0,62%, mentre il Dax tedesco è previsto in crescita dello 0,81% e il CAC 40 francese dello 0,69%. Insomma, la festa è servita e la colpa è della regina dei chip che ha appena sfornato risultati trimestrali da capogiro.

Il colosso tecnologico ha annunciato utili nel terzo trimestre che hanno surclassato ogni previsione, con ricavi a +62% rispetto all’anno scorso, toccando quota 57,01 miliardi di dollari, e una guida per il quarto trimestre da 65 miliardi che farebbe impallidire qualsiasi budget statale. Sembra proprio che l’andazzo “bolla AI” sia destinato a non scoppiare tanto presto.

Jensen Huang, il Ceo di Nvidia, non ha perso tempo e ha subito messo i puntini sulle i durante la call sugli utili.

“Si parla tanto di una bolla dell’AI. Dal nostro punto di vista, però, vediamo un fenomeno completamente diverso.”

Nel frattempo, mentre gli asiatici brindano con le azioni dei chip in netto rialzo—con Samsung Electronics e Hon Hai Precision Industry (per i più nerd, la famosa Foxconn) che spingono gli indici regionali—anche i futures americani sorridono dopo la scossa targata Nvidia. Come dire, una buona notizia per l’intero mercato tecnologico globale.

Ben Barringer, il guru della ricerca tecnologica globale di Quilter Cheviot, ha regalato a CNBC una chicca quasi educativa. Secondo lui, con questi risultati Nvidia ha sciolto due nodi cruciali: prima di tutto, ha superato le aspettative sui margini lordi, quell’elemento sacro per chi investe in semiconduttori; poi ha deciso di affrontare a viso aperto tutte le ansie degli scettici.

Il caro Barringer ha spiegato tutto:

“Si sono dati da fare per smontare praticamente tutti gli scenari più cupi. Hanno parlato di leggi di scala, di tutte le possibili fonti della domanda — non solo i capex degli hyperscaler, ma anche il boom di richieste da società come OpenAI e Anthropic, la domanda software, quella aziendale e persino quella legata all’AI sovrana.”

Occhi puntati anche sulle armi, ma che sorpresa…

Mentre continuiamo a gioire per la discesa dell’inflazione e la corsa tecnologica, in Europa ci si ricorda che esiste anche un ben più oscuro settore: quello della difesa. L’indice Aerospace and Defense europeo ha infatti collezionato un tonfo del 1,9% mercoledì, il suo peggior risultato negli ultimi due mesi. Chissà se i mercati sono preoccupati per i nuovi piani pacifisti targati Pentagono, visto che funzionari americani di alto rango sono appena atterrati in Ucraina per discutere di pace. E come al solito, quando si parla di guerra e di pace, i mercati si fanno confusi, tra ansie e opportunità.

Con la stagione degli utili che perde vapore, per l’Europa la giornata scivola via tranquilla. Ma non per tutti i mercati: negli Stati Uniti si attende con ansia il bilancio di Walmart, previsto proprio prima dell’apertura, perché si sa, niente entusiasmi come quelli legati al gigante delle vendite al dettaglio.

Per la statistica, Eurostat conduce il consueto show

Come da copione, l’istituzione europea per le statistiche, Eurostat, si prepara a regalare numeri su PIL e occupazione suddivisi per settore industriale nel 2024. Un must annuale che certo non smette di suscitare il massimo interesse, tanto da rivelare che l’inflazione nel Regno Unito è amichevolmente scesa al 3,6% a ottobre, spianando una potenziale strada per un taglio dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra a dicembre.

E tutto ciò a solo una settimana dal cosiddetto Autumn Budget, quel grande evento in cui il governo britannico prova a impressionare con piani finanziari e strategie di spesa. Nel frattempo, la sterlina si mantiene piuttosto stabile nei confronti del dollaro, ma con questi presupposti, chi può davvero dormire sonni tranquilli?

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