Quattro azioni di lusso da tenere d’occhio mentre tutti scommettono sul miracolo del consumatore cinese risorto

Quattro azioni di lusso da tenere d’occhio mentre tutti scommettono sul miracolo del consumatore cinese risorto
Richemont, Salvatore Ferragamo, LVMH e Ralph Lauren. Perché, si sa, il lusso è un gioco dove si gioca sempre con le stesse carte, ma questa volta sembra che qualcuna di quelle carte abbia iniziato a brillare un po’ di più.

Chiara Battistini, capo del reparto lusso europeo e articoli sportivi alla J.P. Morgan, ha dichiarato che la banca continua a essere follemente innamorata di Richemont, che ormai da tre anni è la punta di diamante nel loro portafoglio luxury. Non stupisce che le azioni della società svizzera siano salite fino al 7% nella prima parte della giornata di venerdì, subito dopo aver annunciato vendite semestrali per 10,6 miliardi di euro, cioè un brillante +5% rispetto all’anno scorso e, ovviamente, sopra le previsioni degli “analisti”.

Battistini ha sottolineato come le amate sussidiarie di gioielleria di Richemont, cioè Cartier e Van Cleef & Arpels, abbiano dato prova di essere dei veri maestri nel cavalcare l’inflazione dei metalli preziosi. Del resto, la gioielleria, in quasi tutti questi anni di montagne russe del mercato, è stata la categoria che più di tutte ha fatto il cosiddetto “botto”… anche in questa “normale” fase di stabilizzazione. Parole di Battistini, riassunte così: “Sono le due marche tra i gioielli che stanno mostrando il miglior slancio.”

Ma non finisce qui. Tra tante storie di fatica e di “ripartiamo da zero”, ecco spuntare inaspettatamente Salvatore Ferragamo come il nuovo protagonista da tenere d’occhio. Il gruppo italiano sta mostrando segni di ripresa che definire decorosi sarebbe un eufemismo, considerando che fino a ieri era praticamente sotto terra. Il primo trimestre in positivo dal 2022 ha scatenato l’entusiasmo degli esperti.

Battistini, con il suo proverbiale realismo da giocatrice d’azzardo, ci fa piacere vedere l’ottimismo ma ricorda subito che l’ambiente macroeconomico e gli umori dei consumatori non sono esattamente come un tappeto rosso per storie di rinascita. “Ferragamo ha avuto, specialmente nell’ultimo trimestre, un’inclinazione molto piacevole verso il territorio positivo,” dice senza troppi giri di parole.

Non è un caso che le azioni del brand abbiano guadagnato il 14,3% dall’inizio dell’anno, salendo come fenici da un minino quinquennale raggiunto ad agosto. Davvero un’impresa da manuale.

Segnali di vita nel settore del lusso, ma calma

Le comunicazioni trimestrali di molte aziende del lusso sono state definite “incoraggianti” da Battistini, che parla appunto di un clima che inizia a migliorare. La vera sorpresa sembra essere la stabilizzazione e le cosiddette “prime foglioline verdi” nel mercato cinese, un territorio tradizionalmente molto redditizio ma complicato negli ultimi tempi.

Naturalmente, con l’iPad pronto a esclamare “Evviva la ripresa!”, la cavalleria dell’analisi fredda avverte che è forse ancora troppo presto per parlare di vera e propria inversione completa di trend. Sarebbe deprimente se ogni spiraglio venisse pompato come un miracolo, no?

E poi c’è un’altra chicca: la solida spesa dei consumatori americani nel terzo trimestre è stata una “grande, grande sorpresa positiva” e il vero “pezzo forte” di questo periodo. Insomma, mentre nel resto del mondo si guarda al “rimbalzo cauto”, gli americani continuano a divorare portafogli come se non ci fosse un domani.

Battistini mette in fila le motivazioni dietro a questo spettacolo: mercati azionari ancora floridi, criptovalute, metalli preziosi su livelli interessanti. Un cocktail perfetto per sostenere gli acquisti sfrenati del consumatore americano medio, che chissà come fa a rimanere così spendaccione.

Le strategie degli imperi del lusso

Nel frattempo, LVMH ha annunciato con sofisticata nonchalance l’ingresso minoritario nella società svizzera produttrice di orologi La Joux-Perret, casa madre di marchi come TAG Heuer e Hublot. Per l’impero parigino, in cima al podio dei conglomerati del lusso mondiale, ogni mossa è scienza militare.

La banca d’affari Bank of America ha fatto notare che la domanda cinese di lusso ha accelerato del 13% nel terzo trimestre dopo essersi presa una pausa negativa imbarazzante del 16% nel trimestre precedente. Dunque, una timida ripresa dal -16% al -3%, da record di negatività a quasi meno della metà. Fa ovviamente scalpore in Borsa, dove le azioni di LVMH, che vanta nel suo parco giochi nomi come Louis Vuitton, Christian Dior, Moët & Chandon e Givenchy, sono salite quasi dello 0,7%, avvicinandosi a un massimo semestrale.

I numeri dell’azienda parlano di una crescita organica del 1% anno su anno nel terzo trimestre, un sospiro di sollievo dopo due trimestri di fatiche, con ricavi che toccano i 18,3 miliardi di euro.

Matthew Boss, a capo della ricerca della vendita al dettaglio statunitense per J.P. Morgan, ha messo sotto i riflettori Ralph Lauren, lodandolo senza troppi giri di parole: “Ha fatto davvero un ottimo lavoro”.

Intervistato a Parigi durante la conferenza lusso di J.P. Morgan, Boss ha sfidato con coraggio quel grande mantra pessimista che aleggia tra gli esperti, affermando che la sua visione top-down del mercato del lusso è molto più rosea rispetto al pessimismo diffuso.

Con Ralph Lauren in particolare, Boss vede “un sacco di margine di crescita”, soprattutto perché il marchio detiene appena il 2% del mercato in un contesto molto, ma molto frammentato.