8 azioni furbe per sopravvivere al teatrino della volatilità sull’intelligenza artificiale secondo Bernstein

8 azioni furbe per sopravvivere al teatrino della volatilità sull’intelligenza artificiale secondo Bernstein

Ah, la magia dell’intelligenza artificiale che spaventa i mercati come un fantasma in un castello di carta! Bernstein, sempre pronta a giocare il ruolo del veggente finanziario, ha scritto il copione: otto aziende europee “immune al rischio AI”, tanto solide da lasciare indietro i colleghi, grazie a fossati impenetrabili nel modello di business. Perché, diciamocelo, niente dice “robustezza” come il panico collettivo sulle borse a causa di un software che promette di fare il lavoro al posto nostro.

Sembra che i settori della logistica, del software, del real estate e della finanza negli USA siano stati presi d’assalto da questa temuta “paura AI”. Ovviamente, il campanello d’allarme sarebbe stato il lancio di un nuovo plug-in da parte di Anthropic per il suo clima-agente Claude, considerato un concorrente per i colossi del software come servizio nei settori legale, commerciale e di analisi dati. Poco importa se poi tutti questi robot lavoratori digitali sono più probabilità che realtà concreta – in fin dei conti, chi non vorrebbe un assistente AI che non si prende pause caffè?

Quella lista illuminata di Bernstein comprende un po’ di tutto, da una compagnia aerea low-cost a un nome della logistica, passando per un produttore alimentare e un trust immobiliare. A parte EasyJet, una compagnia aerea britannica, che secondo loro gode di un fossato competitivo basato su slot negli aeroporti saturi e una flotta niente male. Perché non c’è miglior protezione contro l’AI che una porta d’imbarco all’aeroporto più caotico del mondo, evidentemente. Gli analisti hanno questa perla di saggezza:

Bernstein said:

“L’AI è uno strumento che migliora l’efficienza operativa delle compagnie aeree, rafforzando invece di erodere i vantaggi di costo degli operatori storici.”

In pratica, chi aveva paura dell’AI che porta vantaggi solo ai nuovi arrivati dovrà ricredersi: se guadagni già con scali congestionati e flotte grandi, sei al sicuro. Sicuramente il sogno di ogni investitore.

Buona fortuna per i viaggi d’affari però, almeno secondo la proprietà e gestione dell’aeroporto di Zurigo, che vedrebbe “una leggera pressione nel lungo termine” se l’AI dovesse spazzare via le mansioni di chi lavora con il colletto bianco. Evidentemente, l’interpretazione di “lunga durata” per loro significa chissà quanto tempo. Per il resto, nulla di grave per gli aeroporti.

Il 13 febbraio, i cervelloni di Bernstein capitanati da Aleksander Peterc hanno scovato altri eroi della resilienza AI: il gigante olandese della costruzione Royal BAM Groep, l’azienda di logistica Bunzl, la casa editrice francese di giochi da tavolo Asmodee e la produttrice di cibo e bevande quotata Princes Group.

Peterc si è sentito profondamente in dovere di spiegare che i giochi da tavolo di Asmodee non temono l’AI per la loro natura “fisica e tattile” (come se ci fosse qualcosa di più purista dellanciare dadi e spostare pedine che schiacciare tastiera e mouse) ma che, cielo, l’AI può comunque aiutare con lo sviluppo e la produttività. Oh, che sollievo!

Per la Royal BAM Groep, settore costruzioni, la formula magica è: reputazione, relazioni coi clienti e capacità di esecuzione. L’AI? Solo un banale strumento industriale, mica un concorrente con la forza di un drago. Peccato che i draghi digitali sembrano nascere ovunque, ma siccome lo dice Bernstein, meglio crederci.

La regina del mattone spagnolo, il trust immobiliare Merlin Properties, è il protagonista di una rivoluzione: da semplice società immobiliare a grande proprietaria e gestore di data center. Un ambizioso salto nel futuro, che fa sembrare la carriera di Steve Jobs una passeggiata in campagna. Nel frattempo, Enagás, che gestisce la rete del gas in Spagna, è praticamente immune all’assalto AI, tanto che per loro l’intelligenza artificiale è solo un vezzo da industria, non una forza trasformativa. Geniale strategia quella di limitarsi a essere regolati e burocratizzati a morte, così l’AI fa fatica a toccarti.

Lunedì, Ben Ritchie, capo delle azioni di mercati sviluppati di Aberdeen, ha offerto la sua interpretazione al caos agli investitori di CNBC: il panico è stato indiscriminato, molti cercano ancora di capire chi vincerà e chi perderà in questa tecnologia che cambia così velocemente. Ovviamente, ha tenuto a precisare che molte aziende colpite dalla turbolenza hanno ancora un “business sottostante molto buono”.

E sì, perché una delle nuove massime sacre è che devi tornare alle basi: riflettere sulle barriere all’entrata che avevi considerato all’inizio, e capire se resistono. Magari sono ancora lì, ma dovrai attendere qualche trimestre o, chissà, anni interi per vedere se le aziende emergono davvero indenni.

Facciamo qualche nome, tanto per ridimensionare la psicosi del momento: Relx e Experian, pesantemente deprezzate nelle ultime settimane, ma secondo Ritchie ancora ben posizionate, con barriere all’ingresso solide… anche se forse dovranno squadernare la loro resilienza ai posteri e non già alla prossima trimestrale.

In fondo, vivere nell’epoca dell’AI è un po’ come attraversare un campo minato bendati, con il telefono in mano e le scarpe troppo strette: provi a fare i conti, ma alla fine speri solo che qualcuno cada prima di te.

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